Sabato 09 Giugno 2018 - 11:00

Di barriere sociali si può ridere, la disabilità spiegata (con ironia) da chi ce l'ha

Parent Project onlus mostra ai ragazzi come abbattere le barriere sociali in uno spot divertente e originale

Raccontare la disabilità non è mai facile, ma realizzare uno spot che in pochi secondi riesca a sensibilizzare il pubblico sul tema lo è ancora di più. Eppure è questo il caso di Non è la solita pubblicità progresso, il nuovo cortometraggio di Parent Project onlus - l'associazione di pazienti e genitori di bambini e ragazzi con distrofia muscolare di Duchenne e Becker - che in meno di due minuti riesce a parlare con voce alta e forte del tema dell'integrazione puntando su un registro raramente utilizzato in ambito sociale: l'ironia.

A dimostrare che potente mezzo sia la risata sono tre ragazzi: Luca Buccella, Lorenzo Santoni e Carlo Guglielmo Vitale. Appassionati di cinema con esperienza nel settore, sono affetti dalla distrofia muscolare di Duchenne, una rara malattia genetica che colpisce un maschio su 5mila, e sono stanchi delle pubblicità pietistiche e "deprimenti" sulla disabilità. Per questo hanno preso in mano la situazione e hanno deciso di utilizzare la propria voce per tentare di far crollare gli stereotipi su chi vive su una sedia a rotelle. "Volevamo mostrare - spiega Luca Buccella - la normalità di molti ragazzi affetti da disabilità, rifuggendo il pietismo che spesso infesta le pubblicità progresso. Anche un ragazzo disabile può divertirsi spensieratamente con i suoi amici, ridere e scherzare, come chiunque altro. Fin da subito, sapevamo di voler adottare un linguaggio e uno stile altrettanto spensierati per il nostro spot: un tono scanzonato e vivace che fosse in netto contrasto con le pubblicità progresso che siamo abituati a vedere in televisione". 

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Con la collaborazione tecnica di Arim video, Buccella, Santoni e Vitale hanno scritto e diretto insieme Non è la solita pubblicità progresso decidendo di portare un esempio pratico nello spot, rendendolo immediatamente intuitivo. Spesso i ragazzi con disabilità non vengono invitati alle classiche attività tra coetanei: che sia un cinema, una pizza o una serata in discoteca. Probabilmente nella maggior parte dei casi dietro a questa scelta non c'è cattiveria, ma ignoranza: un coetaneo sulla sedia a rotelle può venire a una festa? Può divertirsi? Non si sentirà in imbarazzo vedendo gli altri ballare?

A tutte queste domande risponde il protagonista di Non è la solita pubblicità progresso (interpretato dal quindicenne Jacopo Verardo, a cui si deve l'idea originale dello spot) che elenca ai suoi compagni di classe 3 buoni motivi per invitarlo alle feste di compleanno. Quello che ne esce è un video divertente e brillante che mostra come, spesso, le barriere del cuore e della mente siano più alte di quelle architettoniche, ma anche molto più veloci da abbattere se si cambia prospettiva.

Per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, come per molte altre malattie rare, non esiste ancora una cura. Ma mentre la medicina progredisce, grazie ai grandi traguardi che ogni anno compie la ricerca, c'è un'altra battaglia quotidiana a cui ognuno nel suo piccolo può contribuire: evitare di tirare su muri dove non ce ne sono. L'amicizia sa superare molte barriere: è importante darle la possibilità di sbocciare.

Scritto da 
  • Corinna Spirito
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