Martedì 20 Giugno 2017 - 12:15

Risparmiati 30 miliardi nel 2017 grazie alla spending review

Presentata la relazione sulla revisione della spesa

Presentazione della prima relazione sulla Spending review

"Spero, dopo la presentazione della relazione sulla spending review, di leggere un po' meno sulla stampa che in Italia la spending o non si è fatta o si è fatta male. Qualcuno continuerà a dirlo, ma qualcun altro ci penserà due volte". Pier Carlo Padoan si toglie qualche sassolino dalla scarpa in occasione della presentazione del relazione annuale del Commissario straordinario del Governo per la razionalizzazione e revisione della spesa. I numeri illustrati da Yoram Gutgeld nella sala della Lupa di Montecitorio, parlano chiaro: "I capitoli di spesa eliminati e/o ridotti nel periodo 2014-2017 ammontano nel 2017 a 29,9 miliardi di euro. Al netto del costo del personale, la riduzione rappresenta il 18% della spesa corrente". Questa riduzione, spiega il commissario "ha interessato tutti i comparti della pubblica amministrazione, ma con effetti differenziati. La pubblica amministrazione centrale ha contribuito per il 24% della spesa complessiva al netto del costo del personale, mentre i comparti locali hanno contribuito per il 17%". La spending review, quindi, "ha creato circa due terzi delle risorse messe a disposizione per il conseguimento di tre importanti obiettivi" aggiunge Gutgeld, portando a "il risanamento dei conti pubblici, con la riduzione dell'indebitamento netto passata dal 3% del Pil nel 2013 al 2,4% nel 2016; la riduzione della pressione fiscale passata dal 43,6% nel 2013 al 42,3% nel 2016 (al netto degli 80 euro); il finanziamento dei servizi pubblici essenziali che rappresentano la maggioranza delle risorse re-impiegate: le prestazioni previdenziali e assistenziali (12,7% miliardi), la sanità (3,7% miliardi), la spesa per migranti (3,4 miliardi), la scuola (3 miliardi) e la sicurezza (1 miliardo)".

Ruolo importante, che è stato "ampliato", sottolinea il commissario, quello di Consip Spa che "svolge da due decenni un ruolo importante come centrale d'acquisto nazionale della pubblica amministrazione. Questo ruolo consolidato nel tempo è stato ampliato nel triennio 2014/2016 agendo su due leve: Rafforzamento normativo degli obblighi di adesione delle pubbliche amministrazione alle convenzioni Consip e dell'ambito di azione della stessa Consip; rafforzamento e ampliamento dell'offerta Consip". I principali risultati dell'azione di Consip sono: La spesa presidiata, ovvero le merceologie di beni e servizi che Consip mette a disposizione attraverso i suoi strumenti: 48,3 miliardi nel 2016, il 27% in più rispetto al 2014; valore delle gare bandite: 17,3 miliardi nel 2016, il 28% in più rispetto al 2014; gare bandite: 274 nel 2016, il 56% in più rispetto al 2014; la spesa intermediata, ovvero il valore complessivo delle forniture erogate alle amministrazioni su contratti attivi Consip: 8,1 miliardi nel 2016, il 33% in più rispetto al 2014; il risparmio ottenuto: 3,5 miliardi nel 2016, 13% in più rispetto al 2014.

Una riforma strutturale dell'apparato della pubblica amministrazione che non deve essere abbandonato. Secondo il commissario "ci vuole tempo per cambiare i processi, le organizzazioni, i meccanismi operativi e siccome questa legislatura va verso la chiusura mi permetto di lanciare un appello alle forze politiche, ai partiti al governo che verrà di non mollare la presa" sulla spending review. Anche secondo il titolare del Mef la revisione della spesa "sta diventando un elemento essenziale della prassi normale della politica di bilancio". Soddisfatto il premier Paolo Gentiloni che rileva come "esistono sprechi nella pubblica amministrazione, ma farla facile, che è uno sport abbastanza diffuso, tutto sommato non conviene. Il nostro orizzonte e traguardo non è quello dei tagli e basta, ma è quello dell'efficienza, noi siamo alla ricerca di sacche di inefficienza che determinano sprechi, ma anche di sacche i cui processi vanno migliorati".

E poi Gentiloni annuncia: "Stiamo esaminando su proposta del ministero un dpcm per il bilancio in particolare  dei ministeri che consentirà ai ministeri stessi un po' di tempo per  programmare in casa le riduzioni di spesa. Sarà un altro  tassello della efficienza".

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  • redazione web
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