Giovedì 18 Agosto 2016 - 14:00

Siria, Onu: Aiuti impossibili. Russia pronta a tregua di 48 ore

Staffan De Mistura, che aveva chiesto due giorni di stop ai combattimenti, accoglie con favore l'ok di Mosca

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L'inviato speciale delle Nazioni unite per la Siria, Staffan De Mistura, ha annunciato oggi di avere sospeso, otto minuti dopo il suo inizio, la riunione settimanale della task force per l'accesso di aiuti umanitari in Siria, di cui fanno parte una ventina di Paesi. "Ho sospeso la riunione come simbolo del nostro profondo scontento per il fatto che a causa della mancanza di una tregua non stanno arrivando aiuti in Siria", ha detto alla stampa il rappresentante Onu. De Mistura ha chiesto alle parti in conflitto una tregua umanitaria di almeno 48 ore per permettere l'ingresso degli aiuti ad Aleppo, dicendo che i due milioni di civili che vivono nella città ne hanno bisogno.

ALLARME ONU. "Non ha senso tenere queste riunioni a meno che non ci sia qualche azione umanitaria in Siria. Domani (venerdì ndr.) ricorre la Giornata mondiale per l'azione umanitaria e l'unica cosa che vediamo sono combattimenti, offensive, controffensive, razzi, barili bomba, cecchini, gas tossici e bombardamenti", ha affermato De Mistura. La scorsa settimana la Russia ha annunciato una pausa unilaterale di tre ore al giorno dei suoi bombardamenti su Aleppo, ma l'Onu ha reagito immediatamente indicando che era totalmente insufficiente per fare arrivare e distribuire gli aiuti. "Chiediamo una pausa di almeno 48 ore, insistiamo su questo per fare qualcosa che sia minimamente significativo per Aleppo. Siamo pronti ad agire", ha detto. L'assistenza umanitaria potrebbe così arrivare tanto nella parte est della città, controllata da gruppi ribelli, quanto in quella ovest, dominata dalle forze governative e dalle milizie alleate, ha aggiunto l'inviato speciale Onu.

RUSSIA: PRONTI A TREGUA. La Russia è pronta a sostenere la proposta dell'inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, di "pause umanitarie" di 48 ore a settimana ad Aleppo. Lo riferisce su Twitter il ministero della Difesa russo. 

 

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REPLICA DE MISTURA. L'inviato speciale delle Nazioni unite per la Siria, Staffan de Mistura, "accoglie con favore la dichiarazione della Russia" e lavorerà con Mosca per chiarire i dettagli della tregua di 48 ore a settimana da attuare ad Aleppo. Lo riferisce in una dichiarazione lo stesso De Mistura.
 

IL CASO DI MADAYA. Come altro caso critico De Mistura ha citato quello di Madaya, alla periferia di Damasco, che non riceve aiuti da 110 giorni. L'unica eccezione a questa situazione di blocco degli aiuti è Deir el-Zor, dove il World food program (Wfp), braccio logistico umanitario dell'Onu, continua a lanciare regolarmente dall'aria carichi di aiuti. Sul ruolo della Russia (che appoggia il regime siriano) e degli Stati Uniti (che sostengono gruppi armati che considerano moderati) De Mistura ha detto che i numerosi colloqui fra i due Paesi finora non hanno portato a soluzioni pratiche. "Troppe aspettative, troppi dettagli, troppi negoziati", ha criticato il rappresentante Onu, dicendosi tuttavia convinto che entrambi i Paesi credano che la soluzione alla guerra in Siria debba essere politica e non armata.

CONDANNA UE. L'Ue parla di "continui bombardamenti e assedi che hanno messo centinaia di migliaia di vite di siriani in pericolo e stanno ostacolando gli sforzi della comunità internazionale per fornire aiuti umanitari e sostenere una soluzione politica al conflitto". L'Unione europea, si legge nella nota diffusa da Mogherini per conto dell'intera Ue, "condanna fortemente tutti gli attacchi contro civili e intrastrutture civili e attacchi eccessivi e sproporzionati da parte del regime siriano". Bruxelles ribadisce inoltre che "non c'è soluzione militare alla guerra".  "Non ci sarà processo di pace in Siria senza una genuina transizione politica che sia inclusiva e rappresentativa di tutti i siriani. Una volta che questa transizione sarà cominciata, l'Ue e i suoi Stati membri saranno nella condizione di fornire sostegno immediato alla ricostruzione della Siria e di contribuire al ritorno dei rifugiati e degli sfollati interni nelle loro comunità", conclude la nota dell'Ue.
 

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