Sabato 27 Febbraio 2016 - 08:45

Siria, in vigore il cessate il fuoco ma scoppia auto: 2 morti

La tregua attiva da mezzanotte. Oggi nuova esplosione a Hama con 2 morti. De Mistura: Ripresa colloqui il 7 marzo

Siria, attacco a Homs

Nonostante alcune violazioni e reciproche accuse tra le parti, le ostilità della guerra civile siriana oggi si sono ridotte, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra le forze di governo e opposizione. Le città del Paese si sono svegliate senza il rombo di bombardamenti e spari, cui si sono ormai abituate dopo cinque anni di conflitto. Si tratta del primo cessate il fuoco di questo genere e se terrà rappresenterà un significativo successo.

L'inviato speciale delle Nazioni unite, Staffan de Mistura, mentre nuovi colloqui di pace a Ginevra sono previsti dal 7 marzo se la tregua terrà, ha dichiarato: "La sensazione è che la situazione sia differente, ma ogni giorno va monitorato". E l'alta rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, ha sottolineato la "possibilità di mettere fine alla violenza sul terreno", che "non va perduta". Il ministro degli Esteri italiano, che oggi ha parlato al telefono con il leader dell'Alto comitato negoziale delle opposizioni siriane, l'ex premier Riad Hijab, si è "rallegrato per i primi segnali nel complesso positivi" della tregua.

Nonostante ciò, tuttavia, oggi dopo mezzogiorno diversi razzi lanciati da "gruppi armati terroristi" sono caduti nel centro di Damasco, senza causare vittime, hanno riferito le fonti ufficiali del regime. Le autorità hanno affermato che "i terroristi", come Damasco chiama genericamente i ribelli, hanno sparato dalle zone di Yobar e Douma, tra i maggiori bastioni dell'opposizione nella periferia della capitale. In una nota, l'esercito ha condannato azioni del genere e chiesto agli abitanti di quelle aree di fare pressione sui "terroristi" perché non minino gli sforzi per ripristinare la sicurezza.

Dall'altra parte, anche l'opposizione ha denunciato violazioni della tregua. La Coalizione nazionale siriana, principale forza di opposizione, ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di agire contro il regime del presidente Bashar Assad, denunciando violazioni da parte dell'esercito in 15 zone. In una nota, ha segnalato che le forze del regime hanno lanciato barili bomba da elicotteri e sparato con armi automatiche pesanti e artiglieria a Damasco e nella sua periferia, a Daraa, Aleppo, Homs, Hama e Latakia.

Nonostante le infrazioni da entrambe le parti, il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abderrahman, la cui organizzazione documenta in modo quotidiano gli abusi, ha dichiarato a Efe di aver rilevato un effettivo calo nelle violenze. Nel corso della giornata, ha detto, "non ci sono stati scontri" fra il regime e le fazioni dell'opposizione. Gli unici combattimenti hanno avuto luogo nelle zone dove sono presenti le organizzazioni jihadiste di Stato islamico e Fronte al-Nusra, ramo siriano di al-Qaeda, non incluse nella tregua. L'Osservatorio ha rilevato scontri tra esercito e Stato islamico a Janaser, nella provincia di Aleppo, e tra forze governative e Fronte al-Nusra a Yabal al Akrad e Jabal Turkman, nella provincia di Latakia.

Le milizie curdo siriane Ypg hanno poi denunciato un'offensiva dello Stato islamico a Tel Abyad, al confine con la Turchia, e nella vicina Suluk. Secondo i dati dell'Osservatorio, vi sono morti almeno 70 combattenti del gruppo estremista e 20 guerriglieri curdi. L'attacco a Tel Abyad è stato respinto. Sia lo Stato islamico, sia il Fronte al-Nusra sono esclusi dal cessate il fuoco, accettato da 97 gruppi armati dell'opposizione tra cui Esercito dell'islam e Ahrar al-Sham.

Anche se l'allerta resta alta per il timore che la tregua non sia rispettata, i siriani hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. "E' stata la giornata migliore vissuta in quattro anni, non ci sono stati bombardamenti né barili bomba, ma solo alcuni spari con armi leggere da parte del regime", ha raccontato Ahmad Muyahed, che vive vicino a Daraya, circa 10 chilometri a ovest della capitale, molto colpita nell'ultimo mese dagli scontri e dai bombardamenti del regime. Mentre tutto resta incerto, dice, per la prima volta da tanto tempo ha visto di nuovo i bambini giocare in strada.
 

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