Domenica 21 Febbraio 2016 - 11:30

Siria, Assad: Pronti a tregua ma alleati cessino aiuti a ribelli

In un'intervista a El Pais il presidente ha ribadito che "80 Paesi stanno sostenendo il terrorismo"

presidente siriano Bashar Assad

 Damasco è pronta per un cessate il fuoco, a condizione che "terroristi" non utilizzino la pausa a loro vantaggio e che i Paesi che appoggiano i ribelli fermino il loro supporto. Lo ha dichiarato il presidente siriano Bashar Assad durante un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais, commentando la posizione dell'opposizione siriana che ha detto di aver accettato la "possibilità" di una tregua temporanea, a condizione che vi fossero garanzie da parte degli alleati di Damasco, tra cui la Russia, di un cessate il fuoco nelle zone assediate e della consegna di aiuti umanitari a livello nazionale.

"Abbiamo detto che siamo pronti a fermare le operazioni militari, ma la questione si riferisce a fattori più importanti ... come ad esempio impedire ai terroristi di utilizzare la tregua per migliorare la loro posizione", ha spiegato Assad ribadendo che qualsiasi tregua deve garantire che "in altri paesi, in particolare la Turchia, si impedisca l'invio di terroristi e di armi, o qualsiasi tipo di supporto logistico".

Damasco definisce infatti terroristi tutti i ribelli che combattono contro l'esercito siriano e i loro alleati. La Turchia, altre potenze regionali sunnite e alcuni paesi occidentali hanno sostenuto i ribelli che combattono contro Assad, che invece ha il sostegno di Iran, Russia e dei libanesi di Hezbollah. Secondno Assad "ci sono 80 Paesi che sostengono il terrorismo in Siria. Alcuni direttamente con il denaro, con il supporto logistico, inviando armi o combattenti. E altri Paesi hanno offerto invece sostegno politico in varie sedi internazionali".

Alla domanda sulla possibilità che Turchia e Arabia Saudita inviino  forze di terra in Siria, Assad ha risposto che: "Stiamo andando a trattare con loro pensando di avere a che fare con i terroristi. Dobbiamo per difendere il nostro paese. Questa è un'aggressione...".

 I tentativi di negoziare una tregua negli ultimi mesi sono fallito. L'ultimo round di colloqui mediati dalle Nazioni Unite a Ginevra è stato presieduto congiuntamente da Russia e Stati Uniti. Le potenze mondiali hanno concordato poi a Monaco di Baviera il 12 febbraio una cessazione delle ostilità che avrebbe permesso la consegna di aiuti umanitari in Siria. Il cessate il fuoco avrebbe dovuto iniziare una settimana più tardi, ma non è mai entrato in vigore. Offensive da parte dell'esercito siriano continuano senza sosta in tutto il paese, sostenute da attacchi aerei russi. In questo senso, Assad ha precisato che le sue truppe erano ormai prossime a controllare la città settentrionale di Aleppo e che stavano avanzando verso la roccaforte dello Stato islamico, Raqqa. Una volta assunto il controllo del paese, ha dichiarato il presidente, il passo successivo sarà quello di formare un governo di unità nazionale per gettare le basi per una nuova costituzione e per indire elezioni generali.

 

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