Sabato 22 Luglio 2017 - 11:15

Roma, scontro Acea-Regione. Acqua razionata dal 28

Acea contesta la decisione di Zingaretti di vietare la captazione dal lago di Bracciano. La sindaca: "Mettetevi d'accordo

Roma, emergenza acqua: il Comune valuta la chiusura dei nasoni

Una "rigida turnazione dell'acqua" per un milione e mezzo di romani. E' la decisione che l'Acea, multiservizi che gestisce l'acqua nella capitale, si è detta costretta a prendere, in serata, dopo l'ordinanza adottata dalla Regione Lazio per sospendere dal 28 luglio la captazione dal lago di Bracciano. La Regione vuole consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità, ma nel braccio di ferro l'Acea non cede e passa alle maniere forti. "Una decisione unilaterale e illegittima - denuncia in una nota - che comporterà una serie di gravi conseguenze per i cittadini di Roma". La municipalizzata della Capitale si impegna "sin d'ora ad elaborare un piano dettagliato di emergenza che, non appena pronto, sarà messo a disposizione e comunicato capillarmente alla cittadinanza".

La sindaca - Nel pomeriggio

interviene la sindaca Virginia Raggi: "Chiaramente la mia preoccupazione è che sia fatto tutto il possibile per assicurare l'acqua ai cittadini, agli ospedali, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali. Mi auguro che Regione e Acea trovino quanto prima una soluzione condivisa. Va fatto quanto necessario per aiutare e tutelare oltre un milione di romani". La sindaca, poi, entra nel merito: "Come amministrazione capitolina siamo stati i primi a denunciare la situazione drammatica del lago di Bracciano e anche a subire critiche ingiustificate per alcune misure che con largo anticipo abbiamo messo in campo per evitare l'emergenza. Acea ha ridotto la captazione di acqua dal bacino di Bracciano negli scorsi mesi: credo che in breve tempo sia passata da 1.500 a 900 litri al secondo. Allo stesso tempo l'azienda`sta monitorando e riparando la rete idrica per mettere fine alle dispersioni. Insomma un bel cambiamento rispetto al passato. Spero che soluzioni siano trovate quanto prima da Regione e Acea".

La Regione - L'assessore regionale alle Infrastrutture, Fabio Refrigeri, ha anche scritto una lettera indirizzata alla città metropolitana di Roma Capitale, perché disponga quanto necessario per intimare, sempre entro il 28 luglio, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul lago di Bracciano. "Un atto fondamentale quello adottato dal Presidente Zingaretti e dall'assessore Refrigeri - ha commentato il deputato Pd Emiliano Minnucci - che mette fine all'azione arrogante e speculativa perpetrata da Acea Ato2 in questi mesi che, malgrado le sollecitazioni avanzate da più parte e su più livelli, non ha ritenuto necessario considerare soluzioni alternative al fine di evitare il deterioramento del bacino". Una decisione che per il parlamentare dem "segna la vittoria di cittadini, tecnici e della buona politica che, come in questo caso, è scesa in campo per salvaguardare un bene naturalistico come il lago di Bracciano".

"Riteniamo quest'atto della regione abnorme e illegittimo ma soprattutto inutile per il Lago di Bracciano, dal quale vengono prelevati 86 mila metri cubi al giorno, che sono poi un abbassamento di 1,5 centimetri su un invaso il profondo 164 metri. Azzerare la derivazione creerà pesantissimi disagi per gli abitanti di Roma". Così il presidente Acea Paolo Saccani a Sky tg24. "Azzerare la derivazione fa risparmiare 1,5 cm ma da qui a 7 giorni non troveremo nessuna soluzione se non razionalizzare l'acqua a Roma e ai romani, al Vaticano, ai palazzi istituzionali, alle attività produttive. Non faremo certo un bene all'immagine d Roma e dell'Italia e tutto per un centimetro e mezzo. Noi l'acqua non la fatturiamo, le soluzioni le abbiamo esposte al presidente della Regione in una mia lettera del 4 luglio scorso".

"Non nascondo che il lago si sia abbassato di 90 centimetri - prosegue il presidente Acea - rispetto allo scorso anno, ma stiamo attuando delle misure per ridurre la derivazione, interromperla però è un atto irresponsabile".

Pd: "Acea fa terrorismo" -

"Oltre l'indifferenza dimostrata in questi mesi di fronte alle gravi condizioni del Lago di Bracciano, Acea si permette anche il lusso di fare terrorismo psicologico minacciando una turnazione idrica per un milione e mezzo di romani, a seguito della decisione assunta ieri dalla Regione Lazio di bloccare i prelievi dal bacino a nord della Capitale". Lo affermano i parlamentari dem, Emiliano Minnucci, Fabio Melilli, Andrea Ferro, Ileana Piazzoni e Marietta Tidei. "Sostenendo che Roma possa incorrere il rischio di una seria crisi idrica, Acea contraddice se stessa e i dati che ha fornito in questi ultimi mesi - aggiungono - Uno: lo scorso 7 luglio, alla presenza della Regione Lazio e dei sindaci dei paesi del lago, il presidente Saccani ha ribadito che le captazioni dal bacino lacustre incidevano appena per l'8% del fabbisogno di Ato2. A riguardo, dunque, si evince che il venir meno dell'apporto del lago non avrebbe comportato una situazione così allarmante come Acea oggi vuol far pensare. Due: il 13 luglio, Acea ha comunicato formalmente alla Regione Lazio di avere già posto in essere degli accorgimenti e dei lavori per il risparmio idrico che, a quella data, gli avevano consentito di recuperare ben 1.770 litri/secondo di acqua".

"In quest'ottica, sottraendo ai 1.770 l/s recuperati i circa 1.200 l/s captati dal lago di Bracciano, si evince che oggi Acea può addirittura contare su un surplus di acqua pari a circa 570 l/s - continuano gli esponenti dem - Tre: lo scorso 23 maggio, con la diffusione di un suo report, Acea ha palesato inequivocabilmente che nel periodo successivo a luglio il prelievo dal lago di Bracciano avrebbe inciso in misura inferiore sul bilancio idrico di Ato2. In questo quadro, dunque, Acea, invece di iniziare questa indegna campagna di terrorismo psicologico, pensi a investire una parte di quei 70milioni annui di utili al fine di trovare soluzioni adeguate e continuare a garantire il normale servizio idrico anche nella Capitale".

 

 

 

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