Domenica, Febbraio 14, 2016 - 19:15

Sì, abbiamo capito dove sta Zaza

Forse non è casuale che a decidere la partita più importante della stagione, una sorta di Giudizio Universale sul campionato, comunque sia uno snodo fondamentale per lo scudetto, sia stato Simone Zaza, una riserva-non riserva, insomma, uno che sa quasi sempre cogliere l'attimo. Anzi, che deve cogliere l'attimo. Oggi, a prescindere dal gol che ha messo una pietra tombale sulla sfida tra Juventus e Napoli, l'ex attaccante del Sassuolo ha più forza, più rabbia e più capacità di incidere di Alvaro Morata. Dunque: se uno vantaun passato (e un futuro?) galattico, l'altro è simpaticamente ruspante. O, come lo ha definito qualcuno, sfacciatamente ignorante.

Zaza stava per andarsene a gennaio. E alla fine dell'estate era considerato quasi un alieno da Massimiliano Allegri. Che, infatti, non lo faceva mai giocare. Zaza ha dovuto capire la Juventus, imparare a portare addosso una maglia pesantissima, integrarsi in un gruppo che possiede solo il dna della vittoria. Zaza, in effetti, ci ha messo un po' per rendersi conto di dove era sbarcato, ma adesso è legittimo considerarlo un plus per i vicecampioni d'Europa. Non a caso, con un pizzico di orgoglio, Allegri ha raccontato sabato sera, post trionfo sui partenopei, che è stato lui a convincerlo a non cambiare aria al mercato invernale.

Ora Zaza ha il diritto er persino il dovere di credere nella chiamata azzurra per l'Europeo. Dovrà conquistarsi un posto tra i 23 che andranno in Francia sapendo di avere l'obbligo di non sprecare mai una chance, quelle che l'allenatore gli concederà. Mezze partite, la Coppa Italia, spezzoni qua e là: basteranno? A quanto pare sì. E' questione di atteggiamento, di "fame" per citare una frase di lippiana memoria. La fame degli (sfacciatamente) ignoranti, non dei galattici...

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:45

Messi, addio all'Argentina: un triste sollievo

Messi che dà l'addio alla nazionale Argentina è di per se stessa una notizia. Messi che dà l'addio dopo aver perso l'ennesima finale, stavolta di Coppa America, sempre contro il Cile, è una notizia che assume una valenza diversa, forse persino superiore. La Pulce è il giocatore più forte del pianeta, con il Barcellona ha vinto e rivinto tutto quanto era possibile vincere, ma con l'Argentina ha sempre steccato.

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Sabato, Aprile 23, 2016 - 15:45

Palermo: la soluzione potrebbe essere esonerare Zamparini

A questo punto, di fronte all'ennesimo esonero confezionato da Maurizio Zamparini in un lunedì colmo di fiele, solo un folle potrebbe accettare di sedersi sulla panchina del Palermo. Perché il presidente-padrone, ormai è assodato, avvidenda gli allenatori con la stessa frequenza con cui cambia i pedalini. Walter Novellino è durato il tempo di un battito di ciglia, a questo giro di giostra ritocca nuovamente a Davide Ballardini che, magari, non riuscirà ad arrivare a maggio...

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Giovedì, Marzo 31, 2016 - 17:30

Viva Trapattoni e le sue telecronache esuberanti

Possono un "porca put" e un "orco zio" valere un esonero, questa volta dalla Rai, per Giovanni Trapattoni? Pare di sì, anche se non ci sono - per adesso - prese di posizioni ufficiali da parte dell'emittente di Stato. Ma non è detto che di qui alla prossima partita della Nazionale non possa scattare la ghigliottina per l'ex ct azzurro, colpevole per l'appunto di una certa esuberanza dialettica non consona a un commentatore.

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Martedì, Marzo 15, 2016 - 17:00

Nazionale: Conte e Tavecchio errori e poco rispetto

Lo sapevano anche i sassi, ma adesso l'addio di Antonio Conte dalla Nazionale ha i crismi dell'ufficialità. E' stato laconico l'annuncio di Carlo Tavecchio, il presidente federale; è stata fragile la motivazione dell'ormai ex commissario tecnico, che sentiva la necessità "di tornare ad allenare un club"; saranno paradossali i prossimi mesi, da oggi alla fine dell'Europeo, con la caccia al nuovo ct. Ecco, sì, forse si doveva evitare.

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Giovedì, Marzo 10, 2016 - 13:15

Allegri, Sacchi e quella petalosa antipatia reciproca

Un pizzicotto (quello di Arrigo Sacchi), un buffetto (quello di Massimiliano Allegri). Tutto in poche ore, perché la notte porta consiglio, si dice, ma sedimenta anche i rancori. Dunque, l'ex ct è stato caustico nell'affrontare l'argomento degli allenatori italiani sulla cresta dell'onda: li ha divisi in tre categorie e ha posto il tecnico della Juventus a mezzo tra i geni e gli orecchianti, cioè gli imitatori un po' pataccati.

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