Lunedì, Febbraio 29, 2016 - 09:30

Se un viceministro attacca il suo Governo, lo strano caso di Enrico Zanetti

Zanetti Scelta Civica

Enrico Zanetti è viceministro dell'Economia, un ministero che vale un Governo, specie di questi tempi dove un decimale del Pil può affossare Borsa e risparmi di una vita, che ci sono banche in crisi e la ripresa è lontana. Ebbene, il viceministro dell'economia, oggi in un'intervista a 'la Stampa' sul tema della legge sulla concorrenza, ha dichiarato: "È del tutto evidente che il nostro governo si sta dimostrando a dir poco latitante". Questa legge per Zanetti è diventata "la stanza di compensazione delle richieste di singoli partiti, di correnti del Pd o addirittura di gruppi di pressione rappresentati da singoli parlamentari. Una cosa inaccettabile". E poi ancora, secondo lui l'esecutivo di cui fa parte "su questo fronte sta lasciando mano libera ai peggiori conservatorismi". Zanetti parlava da leader di Scelta Civica, ma lo stipendio lo prende da viceministro e non dal partito fondato da Mario Monti, e lo pagano i cittadini con le tasse. Immaginarsi il vice di Wolfgang Schäuble, che attacchi il governo della Merkel è difficile. Non c'è da stupirsi se ai tavoli internazionali l'Italia non conti più nulla. 

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Mercoledì, Settembre 7, 2016 - 08:45

Ottimi gli annunci del Governo sulle pensioni, ma a pagarli saranno ancora i soliti noti?

Benissimo gli annunci del Governo su pensioni minime e possibilità di ingresso anticipato rispetto alla riforma Fornero. Ma chi paga? Con l'economia che frena, il Pil fermo, e gli stipendi inchiodati: dove saranno trovare le risorse? Prova a rispondere oggi sul Corriere della Sera, Alberto Brambilla, docente e presidente Centro Studi e Ricerche di 'Itinerari Previdenziali'. Su un totale di 826 miliardi di spesa totale dello Stato nel 2014 la spesa sociale è stata pari a 439 miliardi, quindi oltre il 53% del totale spesa pubblica, spiega Brmbilla.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:00

Economia in frenata, rinnovo contratti al bivio. Oggi tutti da Poletti

La frenata della nostra economia è un dato assodato, che ha preso il via già tra aprile e giugno, ed ora proseguirà fino a fine anno. Un autunno difficile, che va ad intrecciarsi con la lunga trattativa tra sindacati e Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale prima dei metalmeccanici e poi delle altre categorie, oltre al nuovo modello di contratto nazionale. A fine luglio il 68% dei dipendenti lavora in base ad un contratto scaduto. Dai bancari agli agricoltori, tutti sono coinvolti. Oggi alle 11 altro round di consultazioni con il Governo, Poletti riceverà Cgil, Cisl e Uil.

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Giovedì, Settembre 1, 2016 - 11:15

Domani la revisione del Pil del secondo trimestre, pesa l'incognita Expo

Per domani il Mef, il vecchio Tesoro, prevede una revisione al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre, che nella prima lettura flash era risultato invariato. A comunicare la crescita "a prefisso" invece che zero, sarà l'Istat. Come sottolinea oggi Dario Di Vico su 'il Corriere della Sera', sono altamente irrituali le anticipazioni ufficiali sul rialzo che il Mef ha fornito martedì.

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Martedì, Agosto 23, 2016 - 15:30

Senza l'Expo il Pil italiano frena, autunno in odore di recessione

Nel secondo trimestre il Pil s'è fermato, e nel terzo che capiterà? Difficile dirlo, certo quest'anno la nostra economia soffre la mancanza dell'Expo che invece aggiustò i conti del 2015. Furono proprio luglio-agosto-settembre i tre mesi in cui l'Expo decollò, ed in tempi di crescita "a prefisso zero più qualcosa", è forte il rischio che il prossimo dato sul Pil sia negativo. Servono tre trimestri consetutivi in rosso per entrare in recessione, ma con l'export che soffre molto di più ora rispetto al 2015, i conti sono già indirizzati al ribasso.

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Domenica, Agosto 14, 2016 - 09:45

Mps porta d'ingresso dei giganti mondiali, e l'asino di Fedro

Santander, Bofa-Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Commerzbank, Bbva, Jefferies, JP Morgan. Sono questi i colossi bancari globali, che con un piccolo esborso, per coprire l'inoptato dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, entreranno senza colpo ferire nel capitale della banca più vecchia del mondo.

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