Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 21:00

"I profughi sono clandestini e illegali". Sotto accusa un sussidiario delle elementari

Un capitoletto del libro indirizzato alle quinte recita: "La permanenza degli immigrati in Italia non è autorizzata dalla legge. E la loro integrazione è difficile". E' polemica

I profughi sono clandestini e illegali. Sono le parole usate in un sussidiario indirizzato alle quinte elementari italiane dal titolo 'Diventa protagonista', scritto da Berardi, Giorgi e Rubaudo per l'editore Il capitello. Il capitoletto recita così: "E' aumentata la presenza di stranieri provenienti soprattutto dai Paesi asiatici e dal Nord Africa. Molti vengono accolti nei centri di assistenza per i profughi e sono clandestini, cioè la loro permanenza in Italia non è autorizzata dalla legge. Nelle nostre città gli immigrati vivono spesso in condizioni precarie: non trovano un lavoro, seppure umile e pesante, né case dignitose. Perciò la loro integrazione è difficile: per motivi economici e sociali, i residenti talvolta li considerano una minaccia per il proprio benessere e manifestano intolleranza nei loro confronti".

(La copertina del sussidiario di 4° elementare)

E si scatenano le polemiche politiche. A denunciare le dieci righe, con tanto di parole in rosso e grassetto, l'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, su Twitter: "Speravamo che fosse tutto finto, invece è vero. Questo è quello che si racconta su un sussidiario di quinta elementare. Qualcuno deve rispondere". "Questi libri sono stati adottati per formare i cittadini di domani all'intolleranza. Chi ha scelto questo testo?", attacca Nicolini. Il Pd si accoda e Simona Malpezzi, responsabile scuola, annuncia un'interrogazione parlamentare al Miur "per sapere come intenda intervenire per fare in modo che nei libri di testo, destinati ai bambini delle scuole, non siano contenute informazioni parziali o scorrette su fenomeni importanti come l'immigrazione". "È grave", aggiunge l'esponente dem, "che su un libro destinato alla scuola primaria si proceda a una serie di semplificazioni per cui gli immigrati sono quasi tutti clandestini irregolari e l'integrazione è una minaccia per il benessere dei cittadini italiani".

Non è della stessa idea Matteo Salvini: "A scuola non si può dire clandestini? Siamo in un Paese libero o in un regime? In classe sono ammessi solo buonismo e ipocrisia? Giù le mani da quel libro di testo, giù le mani dai bambini. Personalmente comprerò almeno cento copie del sussidiario 'incriminato' da distribuire a insegnanti e bambini". Sul caso interviene anche il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, che sottolinea: "L'educazione si fa con dati verificati, con contenuti oggettivi, con un linguaggio rispettoso". Secondo Fedeli, "bisogna fornire alle studentesse e agli studenti strumenti oggettivi, analitici e approfonditi, diversamente si fa cattiva educazione. Il Miur ha un confronto aperto con l'Associazione degli editori (Aie), a cui trasferiremo le segnalazioni ricevute, affinché si attivi per le opportune verifiche".

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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