Lunedì 07 Novembre 2016 - 15:30

Scontro nel Pd, Speranza: Urla sono fuori dalla nostra cultura

L'esponente della minoranza chiede unità e chiarisce: "Io dal partito non esco nemmeno con le cannonate"

Scontro nel Pd, Speranza: Urla sono fuori dalla nostra cultura

Leopolda chiusa, scontro all'interno del Pd più che mai aperto. Dopo la replica di Bersani agli attacchi di Renzi, arriva anche il commento di Roberto Speranza. "Urlare 'fuori fuori' in un'assemblea come quella è fuori dal Pd. Io sono dentro il Pd. Quel modo di fare, di essere curva da stadio è fuori dalla cultura del Pd. Quell'immagine dà più l'immagine dell'arroganza del potere, più della simpatia di chi sfida il potere. Credo sia un'occasione persa per tutti quanti", dichiara l'esponente della minoranza Pd a RepubblicaTv.

E facendo eco a Bersani, che ad uscire dal partito non ci pensa affatto, aggiunge: "Secondo me il Pd rimarrà unito. Io prendo un impegno: qualunque sia l'esito del referendum lavorerò perché il Pd resti unito. Io non esco dal Pd nemmeno con le cannonate". "Si resta nel Pd - prosegue Speranza - e da qui si combatte per cambiare una linea che non convince. Il Pd è l'unico partito che può salvare l'Italia".

E in merito ad eventuali dimissioni di Renzi in caso di vittoria del No al referendum, Speranza risponde: "Lo valuterà Renzi non sarò senz'altro io a chiederlo. Si vota sulla Costituzione, non sul Governo". "Io il giorno dopo" il referendum "sono disposto a votare la fiducia al Governo a prescindere dall'esito. Io penso che Renzi non si deve dimettere". 

Poi si passa al tema dell'Italicum: "Quando abbiamo voluto fare sul serio sulla legge elettorale - spiega Speranza - c'è stata la fiducia, ci sono stati atti parlamentari importanti, non una commissione. Se c'è un luogo dove si discute per cambiare la legge elettorale io ci vado, ma l'Italicum resta vigente. Questo (il documento di modifica della legge elettorale sottoscritto dal Pd, ndr) è un pezzo di carta fumoso. Renzi avrebbe potuto fare sul serio". "Gianni Cuperlo ha fatto quello che si sentiva di fare, secondo me ha commesso un errore politico" nel sottoscrivere quel documento.

RENZI: NOI NON CACCIAMO NESSUNO. Renzi, intervenendo a Frosinone, torna sullo sconto interno al partito. "Buoni, noi non cacciamo nessuno", dichiara replicando ad alcuni simpatizzanti tra il pubblico. Poi torna all'attacco: "Tutti quelli che ci hanno provato e non ce l'hanno fatta, non sopportano l'idea che qualcuno riesca dove loro hanno fallito, che si riconosca la loro scarsa capacità". "Perché - ha aggiunto - bisogna giocare alla meno e non pensare al futuro dei nostri figli".

"In questo momento sono tutti contro di noi, con le unghie e con i denti, ma non stanno difendendo la democrazia, stanno difendendo i loro privilegi".

ORFINI: NEL PD C'E' SPAZIO PER TUTTI. Nella polemica si inserisce anche Orfini, che cerca di smorzare i toni. "Siamo il Partito democratico, c'è spazio e bisogno di tutti. Siamo una grande comunità che non deve mai perdere di vista il valore del confronto e dello stare insieme. E il rispetto reciproco", afferma in una nota il presidente dell'assemblea nazionale del Pd. "Ma rispettarsi significa anche non strumentalizzare l'errore di pochi trasformandolo in altro - continua - Né il segretario né altri dal palco hanno detto nulla di simile e anzi hanno giustamente invitato a evitare lo scontro e a concentrarsi sul merito. Suggerimento che spero nel Pd accolgano tutti. Stiamo discutendo della Costituzione e sarebbe giusto farlo con serietà."

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