Giovedì 06 Luglio 2017 - 14:15

Sciopero, Roma nel caos: traffico in tilt e taxi introvabili

Chiuse le tre linee della metro e la ferrovia Roma-Lido

Sciopero, Roma nel caos: traffico in tilt e taxi introvabili

Roma sta vivendo un'altra giornata di sciopero dei mezzi pubblici di trasporto e di forte disagio per i cittadini. Dalle 8,30 di questa mattina sono infatti chiuse le linee della metropolitana e a conti fatti il servizio sarà garantito nella sola fascia di garanzia tra le 17 e le 20. Dal punto di vista orario la protesta più ampia è quella indetta dal sindacato Sul, 24 ore, con le consuete fasce di garanzia. All'interno di questa agitazione si aggiungeranno quelle, entrambe di 4 ore, di Faisa Confail, dalle 8,30 alle 12,30, e Usb, dalle 11 alle 15.

Sui bus regionali della Cotral, sempre sommando le proteste di Sul, Usb e Faisa Confail, il servizio giovedì sarà assicurato solo dalle 5,30 alle 8,30 e poi dalle 17 alle 20.

Sono diverse le zone della città segnalate sul sito di Luceverde con code e rallentamenti. Si va dalla Tangenziale Est all'Ostiense, dalla Flaminia a diversi tratti del Lungotevere, da via Marconi a via Gregorio VII, fino alla Cristoforo Colombo completamente paralizzata (anche a causa dei lavori) con ripercussioni sulla Pontina fino a Tor de Cenci. Al momento sono chiuse le tre linee della metropolitana e la ferrovia Roma-Lido. Forti rallentamenti per la ferrovie Roma-Viterbo, nel tratto urbano, e Termini-Centocelle. Pochi i bus in circolazione, a Termini lunghe file per i taxi.

La protesta nazionale è legata alla tutela del diritto allo sciopero e al cosiddetto emendamento 'Covello' approvato dalla commissione Bilancio della Camera il 27 maggio scorso e parte integrante della manovra correttiva che, di fatto, cancella il Regio Decreto 148 del 1931 che regola i rapporti collettivi di lavoro e il trattamento economico di autisti di bus e tram. Secondo i sindacati, con l'abolizione del regio decreto vengono meno alcuni vincoli che ostacolavano i processi di liberalizzazione e privatizzazione del settore e ponevano un argine al progetto di precarizzazione del rapporto di lavoro. Senza il 148 le aziende, anche partecipate, che non raggiungono determinati parametri in termini di fatturato e bilanci potranno essere oggetto di fusioni, chiusure e liquidazioni, mentre ai dipendenti potrà essere applicato il Jobs-Act.

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