Mercoledì 16 Novembre 2016 - 12:00

Save the Children: In Italia è povero un bambino su tre

Il 14,7% dei giovani si ferma alla licenzia media

Save the Children: In Italia è povero un bambino su tre

In Italia quasi un minore su 3 è a rischio di povertà ed esclusione sociale. E' il filo conduttore dell'Atlante dell'Infanzia (a rischio) 'Bambini, Supereroi' di Save the Children, pubblicato quest'anno per la prima volta da Treccani e disponibile nelle librerie da inizio dicembre. E' una finestra aperta su un mondo impietoso. In Italia i bambini di quattro famiglie povere su 10 soffrono il freddo d'inverno perché vivono in case non riscaldate rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari: un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). Non solo: piu' di un minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano (25,4% contro il 17,6% della media europea) mentre l'abitazione di oltre un bambino su 10 in famiglie a basso reddito non e' sufficientemente luminosa.

Dal dossier emerge anche che nel nostro Paese un bambino su 20 non riceve un pasto proteico al giorno e non possiede giochi a casa o da usare all'aria aperta; piu' del 13% non ha uno spazio adeguato dove fare i compiti e non puo' permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. Un bambino su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi uno su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa.

Gli investimenti per l'infanzia sono pochi e inefficaci, dice Save the Children. Per affrontare la questione della povertà, l'Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat sulla spesa sociale in Europa per il 2013, destina una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea (4,1% rispetto all'8,5%), mentre i fondi destinati a superare l'esclusione sociale sono pari appena allo 0,7%, contro una media europea dell'1,9%. La mappa 'Efficacia del welfare' mette inoltre in evidenza che gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori di 18 anni di soli 10 punti percentuali (dal 35% al 25%). Un risultato che ci pone tra gli ultimi nel Vecchio Continente, davanti solo a Romania e Grecia, considerando che mediamente in Europa gli interventi sociali in favore di famiglie e minori riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%.

Le povertà economiche ed educative dei genitori possono lasciare il segno sulla vita dei bambini anche al momento della nascita. Tra le donne senza alcun titolo di studio o con solo la scuola elementare, la quota di chi non effettua visite di controllo durante la gravidanza (5,4%) o di chi lo fa solo dopo la dodicesima settimana (11,2%) è 3-4 volte superiore rispetto a quella delle madri con livelli di istruzione elevati (1,8% e 2,6%) . Nonostante la mortalità infantile in Italia si sia drasticamente ridotta nel corso tempo, raggiungendo oggi un tasso medio nazionale di 3,2 decessi entro il primo anno di vita per 1.000 nati vivi, permangono importanti differenze territoriali, con il Trentino Alto Adige (3,3 su 1.000) ed alcune regioni del Sud e del Centro (Sicilia, Calabria, Campania e Abruzzo oltre 4 su 1.000) che superano la media nazionale.

FERMI A LICENZA MEDIA. La percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, tocca il 14,7%, mentre 1 alunno di 15 anni su 4 non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura. 6 bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni, inoltre, vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. L'assenza di opportunità e stimoli ha forti ripercussioni anche sulla riuscita scolastica di bambini e ragazzi. In Italia 1 alunno di 15 anni su 4 non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura. E' il filo conduttore dell'Atlante dell'Infanzia (a rischio) 'Bambini, Supereroi' di Save the Children, pubblicato quest'anno per la prima volta da Treccani e disponibile nelle librerie da inizio dicembre.

Dalla mappa della 'Scolarizzazione e povertà' salta all'occhio che in Italia quasi 6 bambini su 10 (58,3%) - tra 0 e 17 anni - i cui genitori hanno un titolo di studio che non supera la licenza media sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, contro il 13% dei figli di genitori laureati. Un dato particolarmente significativo considerando che l'Italia presenta una percentuale molto alta (42,3%) di adulti tra 18 e 64 anni con livelli di scolarizzazione bassi, ben al di sopra della media europea del 27,5%. Sulle famiglie economicamente più fragili si è fatto sentire anche l'effetto della crisi: tra il 2008 e il 2014, la percentuale di minorenni figli di genitori con bassi titoli di studio a rischio povertà è cresciuta del 10,2%, contro una media del 7,9% a livello europeo.

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