Giovedì 13 Ottobre 2011 - 16:32

'Save school, not banks': la protesta degli studenti a Milano

banche

Milano, 14 ott. (LaPresse) - Un migliaio di studenti delle scuole superiori milanesi è tornato in piazza, come annunciato la settimana scorsa, per il 'secondo atto' del 'Save school, not banks tour'. Anche questa volta, bersaglio della loro protesta sono state le banche incontrate lungo il percorso del corteo, partito verso le 9.30 da largo Cairoli e giunto in piazzale Cadorna, qualche ora dopo. I giovani contestatori hanno sfilato per le vie del centro cittadino, scandendo slogan come "cacciare il raìs è possibile, Berlusconi ladro e mafioso, noi la crisi non la paghiamo". A mettere a segno i brevi raid ai danni degli istituti di credito, un gruppetto di 4/5 ragazzini incappucciati, armato di un carrello del supermercato, contenente un secchio di vernice beige, un secchio di colla, volantini e uova.

Prima vittima dei diversi blitz che si sono succeduti, durante la mattinata, la sede della Goldman Sachs, in piazzetta Bossi: vernice sul marciapiedi prospiciente, sacchi della spazzatura, colmi di avanzi di cibo, sversati sulle scale dell'atrio e muri interni imbrattati con lo spry rosso. Secondo blitz, in via Mazzini: lancio di uova e vernice contro le vetrine delle filiali del Monte dei Paschi di Siena e della Banca popolare di Milano. Lancio di uova, anche, contro la sede dell'Inps di piazza Missori. Sulle vetrine di Intesa San Paolo, di via De Amicis, oltre al consueto lancio di uova e vernice, hanno scritto 'Berlusconi be fuck'. Sono state, invece, due, le filiali di Unicredit prese d'assalto dai manifestanti: in corso Italia, lancio di uova e attacchinaggio di volantini con scritto 'Save school, not banks'; in via Carducci, a pochi passi da piazzale Cadorna, dove era previsto lo scioglimento del corteo, lancio di uova e un cumulo di piatti, posate e bicchieri di plastica sporchi versati sul marciapiedi, lungo il perimetro della banca. "Noi siamo dei militanti gratis. Veniamo pagati dalla verità e dalla giustizia", arringano alcuni studenti dal megafono. Protestano contro il governo Berlusconi, per loro il premier è già sfiduciato: non ha saputo gestire la crisi economica, accanendosi sui tagli alla scuola e alla sanità.

Se la prendono con banchieri, imprenditori e governanti di tutto il mondo, che definiscono squali, veri responsabili della creazione del debito, a causa della loro "gestione criminale" dell'economia. Infatti, la prima fila del corteo è composta da un plotone compatto di scudi di polistirolo recanti la scritta 'Local change, global change' sul bordo in basso, mentre, su quello in alto, campeggia un elenco di diverse città del mondo, tra cui Atene, New York, Londra, Parigi, Roma, dove sono in atto continue proteste di studenti e indignados. Giunti in piazzale Cadorna, i manifestanti, invece che disperdersi, si sono compattati all'imbocco di via Paleocapa, scandendo gli slogan "tutti a casa, la fiducia non te la diamo, rispettiamo solo i pompieri". L'intento era quello di arrivare sotto gli uffici della Fininvest, poco lontani. A bloccare loro il passo, due camionette della polizia, messe di traverso, e agenti in assetto antisommossa, con gli scudi alzati, pronti a intervenire. Dopo un momento di calma apparente, al grido di "not our premier", dal corteo è partito, a sorpresa, un fitto lancio di uova e avanzi di cibo, in particolare banane marce, all'indirizzo delle forze dell'ordine. Dopo di che, gli studenti si sono diretti verso il parco Sempione, dove hanno tenuto un'assemblea.

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