Martedì 28 Novembre 2017 - 19:30

Sassari, barista suicida per video hard: sospetti sulla cerchia di coetanei

Il caso riporta alla memoria la tragica vicenda di Tiziana Cantone

Riunione Ministeriale G7 sulle Pari Opportunita'

Sarebbero "coetanei provenienti dallo stesso ambiente" i tre indagati in relazione alla morte di Michela Deriu, la barista di 22 anni di Porto Torres (Sassari) che si è tolta la vita nella notte tra il 4 e il 5 novembre alla Maddalena. La ragazza aveva subito un'aggressione e la rapina di circa 1.000 euro. Il giallo sulla sua morte ha avuto una svolta lunedì, quando dalle indagini dei carabinieri di Olbia e Porto Torres è emersa l'esistenza di un video 'hard' circolato tra persone che probabilmente intendevano ricattarla. Sul caso la Procura di Tempio Pausania ha aperto un'indagine per istigazione al suicidio, tentata estorsione e diffamazione aggravata. "Riteniamo che gli indagati siano ragazzi della sua età di cui si fidava", ha riferito l'avvocato Arianna Denule, legale della famiglia della giovane, "ma non escludiamo che il cerchio si possa allargare".

Gli inquirenti, coordinati dal Procuratore Gianluigi Dettori, hanno sentito la sorella Manuela e il padre Gavino. "Hanno riferito tutto quello che sapevano, in particolare gli ultimi contatti, le ultime volte in cui l'hanno sentita", spiega il legale. Nelle ultime settimane, hanno raccontato i parenti, Michela era "irrequieta e taciturna", a dispetto del suo carattere solitamente "estroverso e vivace, con tante amicizie e interessi". "Non ha mai parlato con la famiglia di quanto le stava succedendo", spiega l'avvocato. Nelle ultime ore Michela si è allontanata da Porto Torres, "quasi a mettere una distanza fisica" e a "cercare un rifugio", rileva il legale. La giovane si era recata a casa di un'amica alla Maddalena, ma non era riuscita a liberarsi dai suoi persecutori. Prima del gesto estremo, Michela ha lasciato due messaggi. Uno rivolto all'amica che l'aveva ospitata, per scusarsi: "A Porto Torres non ce l'avrei fatta". Nel secondo, poche parole e un riferimento agli "scheletri di due anni fa".

Il caso riporta alla memoria la tragica vicenda di Tiziana Cantone, la 31enne i cui video 'hot' erano stati messi online diventando virali con suo nome, cognome e indirizzo. La ragazza si è tolta la vita il 13 settembre 2016. Al TgR Sardegna la madre della barista, Barbara Deriu, ha commentato che la figlia "è mancata nel modo più brutto" e si è detta "fiduciosa nel lavoro degli investigatori". Le indagini proseguono intanto con l'analisi del materiale informatico sequestrato ai tre sospettati da parte di un consulente nominato dalla Procura. Resta da capire il ruolo dei tre sospettati nella vicenda, chi abbia girato e diffuso il video e se ci siano altre persone coinvolte nel tentativo di ricattare la giovane.

Scritto da 
  • Simone Gorla
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