Domenica 18 Marzo 2018 - 13:00

Maroni: "Governo Lega-M5S? A rischio Regioni". Salvini: "Nulla impossibile"

Ma su un eventuale accordo 5 Stelle-Pd il suo possibilismo sembra moderarsi: "Mi sembra strano che vada al governo chi è stato sonoramente bocciato dagli italiani"

Matteo Salvini al Gratosoglio a Milano

Per Matteo Salvini "nulla è impossibile". Quindi nemmeno un governo con il M5s?  La risposta possibilista, all'insegna del 'mai dire mai', arriva dallo studio di Canale 5 di Domenica Live, il programma di Barbara d'Urso: "Voglio vedere cosa vogliono fare. Mio dovere è sentire tutti. Non c'è niente di impossibile e irrealizzabile". Alla domanda su un eventuale accordo fra 5 Stelle e Pd però il possibilismo di Salvini sembra moderarsi: "Mi sembra strano che vada al governo chi è stato sonoramente bocciato dagli italiani. Se vado all'opposizione perché si inventano altri giochini, ne risponderanno agli italiani".

Ma nel dopo voto, con i vincitori, centrodestra e pentastellati, senza maggioranza, c'è anche lo scenario di un rapido ritorno al voto, che in realtà nessuno pare volere. Nemmeno il leader della Lega, reduce dall'incontro a Milano con i simpatizzanti del partito e i neo eletti lombardi in Regione e in Parlamento cui ha detto "gli italiani ci hanno chiesto di governare. Questo faremo. Altre soluzioni non ne vedo" perché "non si può andare al voto subito... La gente a un certo punto ti dice basta. L'ultima cosa che vorrei è andare a votare". Il segretario della Lega però, dichiarazione dopo dichiarazione, sembra fare un test sulla sua coalizione di centrodestra. Ci sono le provocazioni rivolte a Silvio Berlusconi con le aperture a Luigi Di Maio, al quale invece il leader del Carroccio ventila la minaccia di elezioni con un Rosatellum con premio di maggioranza alla coalizione irrobustito. Una iattura per Di Maio. Il clima non è certo disteso e con la partita Camere ancora aperta continua il braccio di ferro sulle presidenze.
 

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La preoccupazione del fronte moderato del centrodestra trapela dalle parole di Roberto Maroni, ex governatore lombardo leghista: "un'allenaza Lega-M5s "metterebbe in crisi anche le alleanze locali del centrodestra". Salvini, dal canto suo, da una parte assicura "prima ho il dovere di confrontarmi con il centrodestra", dall'altra  dice anche che dopo di che nulla è impossibile" e "se qualcuno mi aiuta a far ripartire il mondo del lavoro e la sicurezza io sono disponibile a ragionare con tutti". Ciò che esclude sono le grandi alleanze, il governo di tutti, e di andare al governo con chi non vuole abolire la legge Fornero, cioe il Pd. E fra i punti di programma in comune col M5S "sulla carta" - dice il numero uno della Lega - c'è proprio la legge Fornero, "una cosa che anche loro vorrebbero cambiare, c'è un rapporto con l'Europa da cambiare, c'è una riforma della scuola che va cambiata. Dopodiché cosa vogliono fare i 5 stelle? Vediamo".

Prima di queste esternazioni del leader leghista c'era stata la telefonata Salvini-Di Maio in vista dell'inizio della legislatura. Ad annunciarlo era stato lo stesso segretario della Lega. "Ho parlato  per pochi minuti, con Luigi di Maio. Con lui ci siamo confrontati sulla questione delle presidenze delle Camere. Non abbiamo parlato di nomi né di ruoli. Per quanto mi riguarda sarò contento, come centrodestra, di sentire lui e gli altri esponenti politici nei prossimi giorni con l'unico obiettivo di giungere quanto prima a rendere operativo il Parlamento con la designazione delle rispettive presidenze". Anche Di Maio aveva spiegato la telefonata con Salvini, stoppando ogni fantasia sul totonomi e precisando di vere sentito anche Martina, Brunetta, Meloni e Grasso. L'appuntamento è fissato a venerdì prossimo con Senato e Camera già convocate per le 10.30 e le 11.00.

Scritto da 
  • Laura Carcano
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