Giovedì 27 Agosto 2015 - 16:30

Salute, l'esperta: A tavola poco sale e sempre iodato

Tutto quello che c'è da sapere sullo iodio

La dott.ssa Antonella Olivieri

Cosa sappiamo veramente dello iodio? Poco, in verità, altrimenti due miliardi di persone non soffrirebbero di carenza nutrizionale di questo importante elemento. Per fare chiarezza sull'argomento, LaPresse ha incontrato nello Spazio Donna di Expo la dottoressa Antonella Olivieri, ricercatrice dell'Istituto superiore di sanità e responsabile della iodoprofilassi nel nostro Paese, che spiega perché è così importante assumere la quantità corretta di iodio, in quali alimenti è possibile trovarlo e come evitarne la carenza.

Dottoressa Olivieri, perché a Expo si parla di iodio?

"Il tema di Expo è 'Nutrire il pianeta': sappiamo che più di 200 milioni di persone soffrono la fame, ben 2 miliardi sono esposte alla carenza nutrizionale di iodio, e tra questi 250 milioni sono bambini. La carenza di iodio, nel tempo, può provocare effetti che possono essere anche irrecuperabili. Lo iodio, poi, è strettamente legato all'alimentazione: ecco perché ne parliamo qui a Expo. A questo proposito, come prima cosa, voglio sfatare un mito abbastanza radicato".

Quale mito?

"Le nostre nonne dicevano di portare i bambini al mare per far respirare loro lo iodio, ma lo iodio non si respira: si mangia...".

Quali sono i cibi più ricchi di questo elemento?

"Gli alimenti principali che lo contengono sono i pesci marini - quelli di acqua dolce ne hanno pochissimo -, i crostacei, i molluschi - 100/300 microgrammi di iodio per 100 grammi di alimento -, il latte - 15 microgrammi per 100 ml -, che ne è ricco perché gli allevamenti intensivi vengono foraggiati con mangimi arricchiti da adeguate quantità di iodio. Poi le uova. Infine, poche tracce ci sono nei cereali, carne e vegetali".

Perché è importante parlare di iodio?

"E' importante parlarne, in particolare alle donne, perché spesso sono loro le responsabili delle scelte nutrizionali per se stesse e i loro cari. La carenza di iodio, infatti, può essere semplicemente colmata da scelte nutrizionali e alimentari più consapevoli quando si fa la spesa e quando si mettono in tavola gli alimenti. Quindi, la donna ha un ruolo centrale, anche perché le patologie tiroidee colpiscono soprattutto il sesso femminile".

Quali sono le dosi adeguate di iodio per adulti, bambini, e donne in gravidanza?

"Un adulto ha bisogno di 150 microgrammi al giorno, una quantità minima ma fondamentale. Se non raggiungiamo questo fabbisogno non garantiamo alla tiroide la giusta quantità per la sintesi degli ormoni tiroidei. I bambini necessitano tra i 90 e i 120 microgrammi al giorno, mentre le donne in gravidanza e in fase di allattamento ne hanno bisogno di 250 microgrammi, perché parte di esso si sposta al feto durante la gestazione e attraverso il latte materno".

Non c'è il rischio di assumerne troppo?

"I livelli massimi di assunzione tollerabili sono 600 microgrammi al giorno, ma non li raggiungeremo mai con un'alimentazione normale. Quindi non c'è nessun rischio".

Per avere abbastanza iodio non basta quindi un'alimentazione appropriata?

"Lo iodio introdotto con gli alimenti non è sufficiente nonostante un'alimentazione varia, che ne copre il 50-60% del fabbisogno, quindi dobbiamo incrementare il nostro consumo di iodio. Possiamo farlo in modo semplice ed economico utilizzando a tavola il sale iodato al posto di quello normale. E dovremmo farlo sempre, con qualsiasi tipo di alimento. Sulle nostre tavole dovrebbe esserci solo il sale iodato. Il messaggio corretto che deve passare ai consumatori è: poco sale e sempre iodato".

Cosa dice la legge in proposito?

"Nel marzo 2005 è stata approvata, dopo 20 anni di iter parlamentare, una legge che ci ha messo al passo con altri Paesi e che prevede la vendita obbligatoria del sale iodato e l'obbligo di vendere sale non iodato solo su specifica richiesta del consumatore. La legge prevede anche un uso di sale arricchito di iodio nella ristorazione collettiva, come le mense scolastiche, e la possibilità di usare il sale iodato nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari. C'è anche una locandina, 'Un pizzico di salute per tutti? Sì, un pizzico di sale iodato!', che dovremmo trovare in tutti i supermercati allo stand del sale, ma non si è mai vista, anche se per legge dovrebbe essere esposta".

Ma perché è così importante questo elemento?

"Lo iodio è il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, che sono basilari per il buon funzionamento di tutto il nostro organismo: ogni organo, ogni cellula del nostro corpo è infatti influenzato dall'eccessiva o dalla ridotta produzione degli ormoni tiroidei. La tiroide è come se fosse una centrale operativa dalla quale dipende il nostro stato di salute. Bisognerebbe arrivare a uno stadio di eutiroidismo, ovvero un perfetto equilibrio tiroideo".

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Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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