Venerdì 23 Settembre 2016 - 15:30

Salone del Gusto, ecco i dieci prodotti da non perdere

Dal maiale glabro all'uvetta abjosh, tutte le prelibatezze di questa edizione da provare assolutamente

Salone del Gusto, ecco i dieci prodotti da non perdere

Orientarsi nell'immenso flusso di sapori e odori che ha invaso Torino è un'impresa titanica. Tra le tante proposte curiose, eccone dieci imperdibili. Se non fosse altro che l'unica occasione per assaggiarle potrebbe proprio essere questa edizione del Salone del Gusto:

1) Il fonio di Tambacounda e Kolda, in Senegal. E' coltivato a mano da una comunità 945 contadini su 1131 ettari di terreno: le spighe, falciate dagli uomini, sono raccolte in covoni e messe a seccare su piattaforme di legno. La trebbiatura si fa, con bastoni o pigiando con i piedi, su aree in terra battuta o di argilla coperta con sterco di vacca. I chicchi sono setacciati dalle donne per ripulirli e poi stoccati nei granai.

2) Tra le novità dall'Africa c'è anche l'igname rampicante, un tubero ugandese conosciuto con il nome di balugu, che si può mangiare fresco, bollito o fritto.

3) Dalla Gran Bretagna arriva lo Stichelton a latte crudo, formaggio vaccino blu, di forma rotonda realizzato con il latte crudo secondo la tradizione. Il suo unico produttore è reduce da una battaglia condotta anche con l'aiuto di Slow Food per tentare di modificare il disciplinare dello Stilton (il più celebre formaggio erborinato britannico), che obbliga a pastorizzare il latte e che, quindi, impedisce al Presidio di usare il nome storico.

4) Dall'Abruzzo arriva la salsiccia di fegato aquilana, detta localmente cicolana. Il salume si prepara con fegato, cuore e lingua di maiale e con l'aggiunta di un po' di carne magra e grasso, seguendo lo storico processo di lavorazione.

5) La Sicilia offre la fava di Ustica che è coltivata senza concimi né erbicidi ed è cucinata tradizionalmente nel macco di fave, a base di fave secche e finocchietto selvatico.

6) Il Canada entra di diritto nella top ten delle cose da assaggiare con il salmone sockeye del fiume Okanagan. Questo pesce è pescato dalle popolazioni indigene Syilx secondo i sistemi tradizionali e lavorato in modo da utilizzarne ogni parte, come le teste e le lische, impiegate per preparare zuppe.

7) Il Messico presenta il maiale glabro della penisola dello Yucatan, conosciuto sin dall'epoca Maya per la sua carne poco grassa dal sapore intenso. Una possibilità è assaggiarlo accompagnato con i semi di zucca provenienti dalla stessa zona, tostati e macinati, usati per preparare condimenti tradizionali come il sikil pak, una salsa che contiene anche pomodoro e peperoncino habanero.

8) Dalla Macedonia arriva l'uva stanushina, da cui si ricava il vino kominyak, di colore rosso rubino, e il madzun, una bevanda usata tradizionalmente come medicina.

9) L'uvetta abjosh di Herat non è una novità ma la scorsa edizione del Salone del Gusto è andata letteralmente a ruba. Arriva dall'Afghanistan a Torino viaggiando su un aereo militare, grazie alla collaborazione del Ministero della Difesa, dell'Esercito Italiano e del Comando Operativo di vertice Interforze (COI).

10) I fiori eduli di Koppert Cress, azienda olandese specializzata nella produzione di micro-ortaggi, piante aromatiche e germogli. Anche se la moda dei fiori commestibili ha qualche anno, è impossibile non rimanere stupiti per la varietà, gli aromi e l'uso in cucina.

Scritto da 
  • Claudia Luise
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