Mercoledì 27 Dicembre 2017 - 15:30

Saldi, ogni famiglia spenderà 250 euro: 10 consigli per gli acquisti

Un capo su 3 verrà acquistato online: ecco come non farsi "fregare"

Venezia, al via i saldi invernali

Non più di 250 euro per famiglia, pari a circa il 10% del reddito mensile disponibile. Questa è la somma destinata, in media, all'acquisto di capi in saldo, secondo le previsioni dell'Adoc. E almeno un acquisto su tre verrà effettuato online.

"La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 250 euro - sottolinea Roberto Tascini, presidente dell'Adoc -, secondo le nostre previsioni, purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%".

"E' importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime - continua Tascini -, circa il 30% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online. Un dato che non sorprende, vista la crescita esponenziale dell'e-commerce. Che, ricordiamo, è un settore che riesce a fare affari tutto l'anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. E che già a novembre ha approfittato del Black Friday. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l'anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Crediamo sia opportuno che anche i negozi fisici possano adottare questa soluzione, offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti".

Per non farsi 'fregare' da offerte farlocche, l'Adoc ha stilato 'dieci consigli per gli acquisti'. Intanto, conservare sempre lo scontrino: i capi in saldo si possono sostituire, se il prodotto acquistato è danneggiato o non conforme. In base al dlgs 24/2002, il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Per quanto riguarda il difetto di conformità, il consumatore può denunciarlo al venditore entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.

Attenzione, poi, ai fondi di magazzino: la merce posta in vendita sotto la voce 'saldo' deve essere della stagione che sta finendo e non di anni precedenti. Alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono improvvisamente riempiti dei più svariati articoli. E occhio ai super sconti: se un negozio pratica saldi superiori al 50%, spesso nasconde merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.

Un commerciante non può avere ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Girare, confrontare: paragonare i prezzi di diversi negozi è fondamentale per non mangiarsi le mani dopo aver comprato. È bene anche cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare, per evitare di tornare a casa colmi di capi, magari acquistati anche a buon prezzo, ma che poi non si metteranno mai. E qui entra in campo anche la fiducia: servirsi in negozi che si conoscono o acquistare merce della quale si sa già il prezzo aiuta a evitare fregature.

Sulla merce sarebbe comunque obbligatorio il cartellino con il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. La merce in saldo deve essere inoltre separata in modo chiaro da quella nuova. Il negoziante non ha l'obbligo di far provare gli abiti, ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati, e nei negozi che espongono l'adesivo della carta di credito o bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

Per quel che riguarda i saldi online, infine, è bene sapere che il diritto di ripensamento vale fino a 14 giorni, e se non si è soddisfatti si può ottenere il rimborso di quanto pagato senza dover aspettare un'eternità.

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