Giovedì 16 Novembre 2017 - 09:00

Rutelli contro gli Immediati: "Democrazia diretta? Rischio sorteggio eletti"

L'ex sindaco di Roma parla di coalizioni e di Ostia alla presentazione del suo libro

Senato - Camera ardente di Carlo Azeglio Ciampi

Francesco Rutelli parla di politica e società in occasione della presentazione a palazzo Barberini del suo libro 'Contro gli immediati', pubblicato da La nave di Teseo. Ostia, democrazia diretta e coalizioni, l'ex sindaco di Roma denuncia la perdita di contatto con il territorio, il rischio "pericolosissimo" di sostituzione della democrazia rappresentativa e le difficoltà per il centrosinistra di una legge elettorale che favorisce le coalizioni "nel momento in cui ha maggiore difficoltà a realizzarle".

Proprio all'inizio del libro lei scrive: 'Voglio scendere in battaglia contro gli immediati. Sono scriteriati, pericolosi, dannosi'. Di quale battaglia stiamo parlando e qual è il suo ruolo? E' una battaglia che dobbiamo fare tutti perché non ci accorgiamo di essere sconfitti giorno per giorno da questa pratica che avviene nel governo nella finanza nella comunicazione. L'immediatezza è uno dei mali più grandi del nostro tempo. Non è una battaglia personale, è una battaglia che non riguarda appuntamenti o obiettivi politici miei, sapete che non ho la responsabilità e non l'avrò a breve di tipo politico, ma è una battaglia fondamentale perché stiamo diventando tutti schiavi dell'immediatezza. E' un'antropologia che sta cambiando.

Lei fa riferimento esplicito a politici e governanti, parla di tweet, guru e rifiuto della mediazione. Sembra il ritratto del M5S. Io cito un solo politico che è Trump, re degli immediati. Noi oggi andiamo a dormire, domani ci svegliamo e scopriamo che un tweet del presidente degli Stati Uniti ha scatenato la guerra. Nella politica tutti rischiamo di essere immediati perché c'è un'onda e dopo quell'onda o anneghi o c'è l'onda successiva, ma il problema è una navigazione che può portare lontano. l bene comune amministrato giorno per giorno senza una strategia, senza la costruzione di squadre all'altezza di problemi più complessi si riduce a un'illusione, a un inganno e purtroppo a un fallimento.

La democrazia diretta in che rapporto sta con l'immediatezza della politica? La democrazia diretta è uno strumento importante se associato alla democrazia rappresentativa, ma è uno strumento pericolosissimo se è il sostituto della democrazia rappresentativa, delle mediazioni, anche dei compromessi, dell'arte della sintesi che è l'arte della politica. Penso che l'approdo dell'esaltazione di questa immediatezza sarà il sorteggio degli eletti.

Ostia, da ex sindaco di Roma, cos'è cambiato tra il centrosinistra e la periferia? Ostia è una città quasi come Firenze e ha avuto una crisi drastica del rapporto tra presenza politica, organizzazione del consenso nei quartieri dell'entroterra. Ostia purtroppo ha visto un tracollo della qualità amministrativa, un grande abbassamento della politica locale quindi l'infiltrazione del malaffare e della criminalità. Credo vi si potrà rimediare non con soluzioni immediate, ma solo con la pazienza di ricostruire un rapporto tra la cittadinanza i suoi rappresentanti e gruppi di persone che prendono in mano il destino del proprio territorio. Chiunque vinca dovrà avere questa responsabilità.

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La riunificazione del centrosinistra è un esempio di politica non immediata quindi di mediazione utile? Purtroppo è conseguenza questa situazione del quinto cambiamento della legge elettorale in un tempo relativamente breve, che di volta in volta cambia lo scenario delle alleanze e le pretese della solitudine o magari della coalizione - coerente o incoerente -. Il centrosinistra oggi ha più difficoltà perché ha varato una legge che promuove le coalizioni nel momento in cui ha maggiore difficoltà a realizzarle. Berlusconi, pur avendo una coalizione eterogenea, tuttavia la tiene insieme e ha una carta importante da giocare. I grillini vanno da soli e in questo rappresentano la soluzione semplificata, ma non sempre le soluzioni semplificate durano a lungo.

La soluzione? A tutti il consiglio che posso dare, in base all'esperienza e alla libertà che ho di non dover essere parte attiva, è di riuscire a promuovere il dialogo per convergere almeno su alcuni grandi temi. L'Italia non si può permettere di avere una contrapposizione sistemica nella condizione di debolezza in cui si trova. Non siamo più alla metà degli anni Novanta, oggi i poli sono tre e tutti e tre faticano ad avere una classe dirigente che da sola possa guidare questo Paese, questo mare in tempesta. Quindi consiglio dialogo, costruzione comune e, anziché strappare, cercare utile aggregazione e rispetto reciproco.

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Scritto da 
  • Elisabetta Graziani
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