Martedì 16 Gennaio 2018 - 20:15

Russiagate, da Mueller mandato comparizione per Bannon

L'ex capo stratega della Casa Bianca chiamato per testimoniare davanti a un grand jury sui possibili legami fra lo staff di Trump e la Russia durante la campagna elettorale

Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca, ha ricevuto un mandato di comparizione dal superprocuratore per il Russiagate, Robert Mueller, per testimoniare davanti a un grand jury nell'ambito dell'indagine sui possibili legami fra lo staff di Donald Trump e la Russia durante la campagna elettorale per le presidenziali. Lo riporta il New York Times (Nyt), citando una persona con conoscenza diretta dei fatti. Secondo il giornale, la convocazione risale alla scorsa settimana. Il New York Times sottolinea che è la prima volta che Mueller utilizza un mandato di comparizione davanti a un grand jury per cercare informazioni da un membro della cerchia vicina a Trump. Oggi Bannon testimonia inoltre a porte chiuse davanti alla commissione intelligence della Camera. Il Congresso sta infatti portando avanti la sua indagine sul Russiagate

La mossa di Mueller giunge dopo le polemiche sollevate dalle dichiarazioni di Bannon contenute nel nuovo libro 'Fire and Fury: Inside the Trump White House', del giornalista Michael Wolff. Nel libro, Bannon definiva "sovversivo" e "antipatriottico" un incontro del 2016 con i russi avvenuto alla Trump Tower, a cui parteciparono il figlio di Trump, Donald Trump Jr., nonché il cognato e consulente di Trump, Jared Kushner, e Paul Manafort, ai tempi capo della campagna elettorale di Trump. Sempre secondo il libro, Bannon avrebbe detto che riteneva che c'erano zero possibilità che Trump figlio non avesse portato i russi a incontrare il padre, il quale però afferma che non sapeva nulla della riunione.

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Il mandato di comparizione, secondo il New York times, è un segnale che Bannon non è il focus dell'indagine. Le regole del dipartimento della Giustizia Usa permettono solo in rari casi ai procuratori di convocare chi è oggetto di indagine. Per il giornale, potrebbe trattarsi di una tattica negoziale: cioè Mueller potrebbe consentire a Bannon di evitare il grand jury se acconsentisse invece a essere interrogato da investigatori nell'ambito di un interrogatorio meno formale. È più facile per un testimone fermare l'interrogatorio o evitare le domande in una 'interview' piuttosto che in una testimonianza davanti al grand jury, che viene trascritta e in cui ai testimoni è chiesto di rispondere a ogni domanda. "Costringendo qualcuno a testimoniare tramite mandato di comparizione, si fornisce al testimone una copertura perché possono dire: 'Non avevo scelta - Dovevo andare e testimoniare su tutto ciò che sapevo'", spiega Solomon L. Wisenberg, procuratore che si occupò delle indagini quando Bill Clinton era presidente, secondo quanto riporta il New York Times.

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