Giovedì 13 Aprile 2017 - 07:15

Russia-Usa, Putin vede Tillerson. Lavrov: Appianeremo divergenze

Il segretario di Stato americano: "I nostri rapporti sono ad un livello basso e non ce lo possiamo permettere"

Russia-Usa, Putin vede Tillerson. Lavrov: Le nostre divergenze non sono incolmabili

I rapporti tra Usa e Russia sono a un livello basso, cosa che due potenze mondiali di tale statura non possono permettersi. Così il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha dichiarato in conferenza stampa congiunta a Mosca con l'omologo russo, Sergei Lavrov. Una frase che sottolinea la difficile e tesa relazione tra le due potenze, sfociata in nuove scintille dopo che le forze di Washington hanno bombardato una base del regime di Damasco in Siria in risposta all'attacco chimico di cui accusano il regime di Bashar Assad, alleato della Russia che continua a negare la sua responsabilità.

Le dichiarazioni di Lavrov in conferenza stampa hanno fatto luce sull'approccio del Cremlino verso gli Usa, che si era già in parte chiarito quando nel pomeriggio era stato confermato che Tillerson e il presidente Vladimir Putin si erano visti in un incontro 'fuori programma', rimasto in bilico per giorni. L'incontro con Putin è durato circa due ore, dopo le quali Lavrov in conferenza stampa è rimasto fermo sulle sue posizioni, ma ha lasciato capire che per Mosca non è muro contro muro con gli Usa: "Le divergenze non sono incolmabili", ha detto.

Il ministro russo ha annunciato che Putin ha acconsentito a ripristinare l'accordo con gli Usa sulla sicurezza in Siria, sospeso dopo il raid Usa e destinato a evitare incidenti tra le forze aeree. Ha sottolineato che la Russia è d'accordo sulla necessità di una soluzione politica e sulla necessità di una indagine Onu sull'attacco chimico in Siria, che Tillerson ha nuovamente attribuito a Damasco parlando di uno degli "oltre 50 attacchi chimici condotti dal regime", mentre Mosca incolpa i ribelli. L'americano ha ribadito che Assad deve essere rimosso, e Lavrov ha affermato il contrario sostenendo che ciò rafforzerebbe lo Stato islamico e che la storia (americana) insegna che imporre destituzioni non funziona.

Tillerson è il primo rappresentante dell'amministrazione del presidente Donald Trump a visitare la Russia, mentre la tensione tra i due Paesi è altissima. Ieri mattina, Lavrov aveva dichiarato che le relazioni bilaterali vivono il loro peggior momento dalla Guerra fredda, attribuendone la responsabilità all'ex inquilino della Casa Bianca Barack Obama e dicendo di sperare in un miglioramento con il successore. Tillerson è poi arrivato ieri a Mosca dall'Italia, dove gli omologhi del G7 gli avevano affidato il messaggio di condannare l'appoggio del Cremlino ad Assad. E proprio lunedì l'americano aveva pronunciato una sorta di ultimatum diretto a Mosca, intimandole di scegliere fra Assad e l'Occidente: deve "decidere se stare con gli Usa e con i Paesi che la pensano come loro, oppure con Assad, Iran e Hezbollah".

All'incontro di ieri mattina, Lavrov aveva risposto all'ultimatum: "Non metteteci nella condizione di stare con voi o contro di voi". Intanto, Fox pubblicava stralci di un'intervista in cui Trump si scagliava duramente contro Assad: "Se la Russia non avesse sostenuto questo animale", "questa persona veramente malvagia", "non avremmo questo problema ora".

Lo scontro è stato riflesso di nuovo oggi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, dove Francia, Regno Unito e Stati Uniti hanno portato una nuova bozza di risoluzione di condanna dell'attacco chimico attribuito ad Assad. Mosca aveva già bloccato la versione precedente, e ha annunciato l'intenzione di ricorrere di nuovo al veto. Nel frattempo, il Cremlino ha annunciato che il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Moallem, domani parteciperà a Mosca a un trilaterale con Lavrov e l'omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, per discutere i recenti sviluppi in Siria.

Scritto da 
  • Agnese Gazzera
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