Lunedì 22 Febbraio 2016 - 13:15

Il caso Totti divide i big a Firenze per 'Hall of fame'

C'è chi sta con il giocatore, chi con il mister e chi, più diplomatico, non si sbilancia

Hall of fame calcio italiano 2016

Francesco Totti e Luciano Spalletti ai ferri corti? La polemica fra il capitano della Roma e l'allenatore ha tenuto banco oggi anche a Firenze, alla quinta edizione della 'Hall of fame del calcio italiano'. I big del pallone si sono divisi. C'è chi sta con il giocatore, chi con il mister e chi, più diplomatico, non si sbilancia.

Ronaldo, premiato come giocatore straniero, ha le idee chiare: "La storia di Totti? Non c'è una storia diversa rispetto a quella che ha fatto lui in tutta la sua carriera. Poi deciderà lui quando fermarsi, però sicuramente è uno dei più importanti della Roma e d'Italia. Perciò merita tutto il rispetto. Saprà lui il momento in cui vuole fermarsi", ma "è bello fare quello che piace ed è dura smettere. Bisogna capire". Mentre il tecnico dell'Inter, Roberto Mancini, scelto come allenatore italiano, misura le parole: "Sinceramente non ho seguito molto, ho solo sentito così. Mi dispiace per un personaggio come Francesco che ha dato tutta la sua vita alla Roma e si trova in una situazione difficile. E capisco, allo stesso tempo, l'allenatore. Credo che la cosa si possa ricomporre tranquillamente: Totti è una bandiera della Roma e Spalletti è l'allenatore della Roma".

Poi la parola passa ai grandi del passato. "Mi dispiace per Francesco e per la situazione. Ci vuole un esame di coscienza in questi casi", sottolinea Giancarlo Antognoni. E Gianni Rivera sentenzia: "Basta parlare del caso Totti, se ne è già parlato troppo. Un giocatore di quel livello deve decidere da solo quando smettere". E Marco Tardelli, premiato come veterano italiano, fa sapere: "Situazione gestita male da ambo le parti. E' vero che la società deve riconoscenza dei calciatori, ma tu ricevi tanto. Forse era meglio se Francesco avesse lasciato a gennaio per diventare ambasciatore della Roma nel mondo, ma forse lui si sente ancora giocatore". E, ancora, rivolto a un centinaio di studenti fiorentini: "E' meglio rapportarsi con gli allenatori con intelligenza e con cultura".

Il presidente dell'Aic ed ex giallorosso, Damiano Tommasi, fa il diplomatico: "Queste situazioni bisogna viverle per capirle. Sicuramente, la gestione di una situazione di questo tipo assume contorni particolari, perché si tratta di Roma e di Totti. E' inevitabile quando bisogna fare delle scelte importanti, sia da parte di Spalletti, della Roma e da parte, soprattutto, di Francesco. Non so qual sia la situazione che lo ha urtato o che lo ferisce".
"E' una vicenda un po' triste, che non doveva accadere ma è accaduta - ragiona il vicepresidente dell'Uefa, Giancarlo Abete -. Penso che con l'intelligenza di tutti i soggetti si riuscirà a risolvere in breve tempo.

Credo che Totti sia un patrimonio del calcio italiano. Rappresenta Roma, la Roma e la fedeltà ai colori, alla maglia, un valore fondamentale che si sta perdendo". Più diretto, infine, l'ex allenatore dell'Inter ai tempi di Ronaldo, Gigi Simoni, secondo cui il caso "va risolto faccia a faccia per non creare difficoltà. Il giocatore può voler giocare ancora e l'allenatore, magari, pensa più alla squadra: una cosa che si ripete, è antipatico. Però devo dire che" il capitano giallorosso "merita dei riguardi particolari: è stato uno dei più grandi giocatori che abbiamo avuto. Quindi, un po' di pazienza bisogna averla".

I PARERI DI DONADONI E ZENGA. "Queste sono situazioni molto delicate, si ha a che fare con una grande società e con un grandissimo giocatore che rappresenta gli ultimi 20 anni di storia del club. Credo che con il buonsenso che la società e anche Totti avranno riusciranno a trovare una soluzione". Così il tecnico del Bologna Roberto Donadoni ai microfoni di 'Radio Anch'Io Sport' su Radio 1 Rai ha commentato la rottura tra Francesco Totti e Luciano Spalletti. "Queste sono valutazioni che solo una società seria con grande equilibrio deve cercare di fare con un atleta come Totti che è sicuramente un personaggio e un atleta che deve avere una considerazione differente da tutti gli altri - ha proseguito l'ex allenatore del Parma - Quando si arriva a 39 anni come lui bisogna fare delle considerazioni e capire se ha ancora gli stimoli giusti, lui è stato un grande protagonista ma gli ultimi tempi parlano in maniera diversa. Credo che abbia la strada aperta a 360°, uno come lui può fare qualsiasi cosa in tutte le dimensioni". Ai microfoni di Radio 1 Rai è intervenuto anche Walter Zenga: "Totti è un'icona della Roma, chiaro che la situazione che si è venuta a creare viene ampliata molto di più. Mi sembra però che Spalletti sia stato molto chiaro e sintetico - ha proseguito - E ha fatto capire il pensiero comune degli allenatori".

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