Martedì 05 Luglio 2016 - 15:45

Roma, ragazzo Usa ucciso: la lite poi la spinta nel Tevere

Beau Solomon è stato prima derubato da due sconosciuti, solo dopo avrebbe incontrato Massimo Galioto

Roma, ragazzo Usa ucciso: la lite poi la spinta nel Tevere. Fermato 40enne per omicidio

Gli inquirenti sono certi che Beau Solomon, lo studente americano trovato morto ieri, nel Tevere, a Roma, sia stato ucciso per una lite banale. In un primo momento il ragazzo è stato derubato della carta di credito da due persone, non identificate, che lo hanno portato sulla banchina del fiume.
Secondo quanto riportato da alcuni testimoni il giovane appariva ubriaco e barcollante e gli inquirenti sono convinti sia stato stato abbordato dai due con l'intento di derubarlo. Dopo essersi impossessati della carta di credito di Solomon i due ladri lo hanno lasciato sulla banchina del Tevere, dove il giovane avrebbe incontrato il 40enne romano senza fissa dimora, Massimo Galioto.

Aveva da poco subito il furto e, forse agitato per questo, ha avuto una lite con Galioto che con due calci e una spinta lo ha buttato nel fiume prima di tornare a dormire nella tenda dove vive con la compagna, lungo la banchina.

All'uomo, che ha ammesso di aver litigato con il giovane ed è stato visto spingerlo nel Tevere da due persone, la procura contesta il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Galioto che ha piccoli precedenti, viveva da tempo sulla banchina del Tevere assieme alla compagna. Dopo la lite il senzatetto sarebbe rimasto in zona senza avvertire i soccorritori. Nei prossimi giorni verrà fissato l'interrogatorio di convalida davanti al gip.

 

L'autopsia disposta dalla procura sul corpo di Solomon servirà a capire se il giovane sia morto affogato o per un colpo alla testa al momento della caduta nel fiume. Due testimoni assicurano di aver visto che il giovane era ancora vivo, e in piedi, nel momento in cui è stato spinto nel Tevere. Le ferite trovate sulla testa della vittima con tutta probabilità sono state causate dall'impatto sui massi che, proprio all'altezza di ponte Garibaldi, dove secondo le testimonianze sarebbe avvenuto l'omicidio, emergono dall'acqua provocando delle rapide.
Tra gli accertamenti disposti, c'è anche l'esame tossicologico che servirà a verificare la presenza di alcol o altre sostanze nel corpo del ragazzo.

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  • redazione web
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