Martedì 08 Marzo 2016 - 10:15

Omicidio Varani, gli aggressori: Volevamo uccidere qualcuno

"Volevamo vedere che effetto fa", ha detto Manuel Foffo. I due dovranno rispondere di omicidio premeditato

Omicidio Varani. Gli aggressori: Volevamo uccidere qualcuno

"Volevamo uccidere qualcuno". Così Manuel Foffo, il trentenne ritenuto responsabile, insieme a Marco Prato, 29 anni, dell'omicidio di Luca Varani ha raccontato la sua versione di quanto accaduto venerdì in un appartamento del quartiere Collatino di Roma.
"Volevamo vedere l'effetto che fa uccidere qualcuno - ha detto Foffo al pm Francesco Scavo che indaga su quanto accaduto - Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Luca Varani che il mio amico conosceva".

Secondo il racconto, ritenuto attendibile dagli inquirenti, Luca Varani, 23 anni, studente universitario, sarebbe stato 'scelto', invitato nella casa dove viveva Foffo, e ucciso, quasi per caso, dopo due giorni passati da Foffo e Prato consumando parte di mille euro di cocaina che avevano acquistato.
Varani è stato 'invitato' venerdì mattina, e ucciso poco dopo il suo arrivo nella casa del massacro. La vittima sarebbe stata colpita più volte con coltelli, un martello e altri oggetti contundenti. Una morte lenta, perché i due aggressori volevano vederla morire, e per questo l'hanno prima drogata, poi tramortita e torturata. Nessuno dei vicini ha sentito nulla. Una circostanza che troverebbe riscontro nel  fatto che Varani sia stato ridotto all'impossibilità di reagire o di parlare dai suoi aguzzini.

Venerdì i due aggressori hanno trascorso qualche ora in casa con il cadavere e poi hanno abbandonato l'appartamento dopo aver buttato i vestiti insanguinati e il cellulare del giovane. Sabato mattina, al funerale di uno zio, Foffo ha confidato al padre quanto fatto, lui lo ha convinto a costituirsi. È stato Foffo, dopo la confessione fornita ai carabinieri, a portare i militari prima sul luogo del delitto e poi nell'albergo dove l'amico, Prato, si era rifugiato e aveva tentato il suicidio ingerendo un mix di alcol e barbiturici. I due sono ora rinchiusi nel carcere di Regina Coeli, dove Prato è arrivato dopo un breve ricovero in ospedale.

L'interrogatorio di garanzia dei fermati, che devono rispondere di omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà, le sevizie e i futili motivi, si terrà nei prossimi giorni davanti al gip Riccardo Amoroso.

 

 

Scritto da 
  • Alessandra Lemme
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