Lunedì 08 Febbraio 2016 - 12:45

Roma, ragazzi disabili picchiati e insultati: dieci arresti

I giovani pazienti, tutti tra gli 8 e i 20 anni, venivano anche minacciati e segregati nelle loro stanze

Ragazzi disabili picchiati e insultati: 10 arresti

Minacce, insulti, percosse a ragazzi disabili ospiti di un Centro di Riabilitazione con sede nei Castelli Romani. Questi i motivi che hanno portato i carabinieri del Nas di Roma, con la collaborazione dei colleghi di Frascati, ad arrestare stamattina 10 dipendenti dell'istituto. Su di loro gravano accuse pesanti: maltrattamento e sequestro di persona ai danni dei giovani pazienti affetti da patologie neuropsichiatriche. Le indagini, durate tre mesi, sono partite dalle denunce presentate dai vertici della società nei confronti di alcuni operatori della struttura.

A incastrarli le intercettazioni audio video che mostrano i giovani pazienti, tutti tra gli 8 e i 20 anni, quotidianamente insultati, picchiati, segregati nelle loro stanze, e costretti così a vivere in un clima di terrore e violenza fisica e psicologica.

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 L'indagine ha inizio da denunce presentate nei primi mesi del 2015 dai vertici della società gestore della struttura relative a sospetti episodi di coercizione e lesioni accaduti all'interno di un reparto, dove erano ospitati 16 ragazzi ambosessi, di età compresa tra gli 8 e 20 anni (di cui 5 minori di anni 14), ricoverati stabilmente sulla base di un quadro clinico contrassegnato da ritardo mentale, epilessia e sindromi genetiche. Le attività investigative, protrattesi per circa tre mesi e supportate anche da intercettazioni audio/video, hanno consentito di cristallizzare significativi e reiterati episodi di rilevanza penale.

 

In particolare, dalle riprese si evince il frequente ricorso, da parte degli operatori, a strattonamenti, percosse ed insulti, utilizzati come illecito strumento di disciplina e vigilanza sui giovani pazienti che, peraltro, venivano costretti ad alimentarsi celermente con rischio di soffocamento, determinando la vanificazione dell'attività riabilitativa. Le principali figure coinvolte nella vicenda -un Educatore Professionale ed un Assistente Socio Sanitario con Funzioni Educative- si sono distinte per atteggiamenti particolarmente autoritari e violenti, tanto da creare un sistematico e diffuso clima di terrore nei giovani ospiti. Proprio uno di essi è il soggetto destinatario della misura restrittiva in carcere poiché ritenuto responsabile anche del reato di sequestro di persona, per aver segregato tre pazienti disabili nelle rispettive stanze di degenza, impedendogli la possibilità di movimento. Nell'occasione, l'intervento notturno dei Carabinieri del Nas consentiva di interrompere la condotta delittuosa e provocava l'immediato allontanamento dell'operatore da parte dei vertici della struttura.

 

Nel corso delle indagini sono stati documentati diversi episodi di maltrattamenti commessi dagli altri operatori che, sebbene con ruoli minori, sottoponevano i ragazzi a soprusi e violenza fisica e verbale, quasi da ipotizzare una "consuetudine repressiva" adottata dal personale addetto a quel reparto.Nel contesto investigativo, sono stati altresì deferite alla competente Autorità Giudiziaria ulteriori 6 persone resisi responsabili di analoghi comportamenti, le cui condotte sono al vaglio della Magistratura.
 

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  • redazione web
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