Lunedì 15 Febbraio 2016 - 09:00

Roma, ai domiciliari 5 persone per frode su pubbliche forniture

Operazione del nucleo operativo ecologico dei carabinieri della capitale

Carabinieri in azione a Roma

Il nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Roma sta eseguendo in queste ore, in collaborazione con la paritetica articolazione di Napoli, nonché dai Comandi Provinciali Carabinieri capitolino e partenopeo, cinque ordinanze di sottoposizione agli arresti domiciliari per frode nelle pubbliche forniture, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico. Le ordinanze , emesse dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica, riguardano Daniele Manfuso, 48 enne, e Andrea Abagnale, 41 enne, entrambi soci e gestori di fatto delle imprese "L'Igiene Urbana S.r.l. " e "Helios S.r.l." aventi sede legale a Scafati (SA), Michele Amarante, 48 enne, Andrea Serpieri, 38 enne, romano, entrambi responsabili della sede di Ardea de "L'Igiene Urbana", e Antonio Mirto,  geometra presso il comune di Ardea.

 L'indagine - avviata nel marzo 2014 dal citato N.O.E. e coordinata dalla  Procura della Repubblica di Velletri - ha permesso di accertare come "L'Igiene Urbana", aggiudicataria nel 2010 dell'appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel comune di Ardea, tuttora in essere, avesse frodato quest'ultimo Ente, addebitandogli costi non dovuti per i rifiuti speciali, con la compiacenza del Geom. Antonio MIRTO, funzionario comunale impiegato presso l'ufficio tecnico, Responsabile del procedimento e Direttore dei lavori nell'ambito del suddetto appalto.

 

In particolare, mediante intercettazioni telefoniche e telematiche, nonché videosorveglianza e servizi di osservazione, l'attività investigativa ha documentato come, nel periodo aprile/settembre 2014, la menzionata società avesse asportato - in violazione alla normativa ambientale, che prevede l'avvio presso appositi centri di trattamento autorizzati - le parti metalliche da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche depositate come rifiuti, miscelando i resti di queste ultime con quelli ingombranti conferiti dai cittadini presso le isole ecologiche mobili ubicate sulla pubblica via per sopperire all'assenza di un centro fisso di raccolta comunale. Successivamente, gli scarti miscelati venivano conferiti presso l'impianto di trattamento rifiuti gestito dalla Helios S.r.l., così garantendo consistenti guadagni sui costi di gestione e smaltimento in danno del comune. Nel periodo medesimo periodo sono state documentate 21 operazioni illegali di miscelazione, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, per un totale di 710 tonnellate.

Veniva inoltre acclarato come "L'Igiene Urbana" avesse mischiato in 7 episodi i rifiuti ingombranti prelevati nell'ardeatino con quelli della Gesam S.r.l. - azienda che svolge analogo servizio di raccolta pubblica per conto di due comuni dell'hinterland romano - per complessive 110 tonnellate, che conferiva sempre alla menzionata Helios, incassando i relativi costi di gestione e smaltimento dal comune di Ardea. L'inchiesta ha inoltre comprovato come le operazioni di pulizia e sanificazione dei mezzi usati per la raccolta dei rifiuti, con oneri a carico dell'appaltatore scafatese, non venissero eseguite secondo quanto prescritto nel Capitolato Speciale d'Appalto.

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