Giovedì 22 Settembre 2016 - 07:00

Roma 2024, no di Raggi: con il Coni guerra su costi e motivi

Maturato ieri lo strappo, la sindaca al ristorante mentre Malagò l'attendeva. Delrio: Roma perde un' opportunità

Roma 2024, Raggi dice no: con Coni guerra su costi e motivi

 Dopo la tregua olimpica e paralimpica, fra il Campidoglio e i vertici dello sport italiano si consuma lo strappo. Se il 'No' alla candidatura di Roma ai Giochi del 2024 di Virginia Raggi era notorio, la battaglia con il Coni e il Comitato Promotore si sposta sul tema dei numeri e delle motivazioni. In mezzo ci sono punzecchiature e scortesie come quella della sindaca, che ieri ha fatto attendere per 37 minuti Malagò e il presidente del Cip, Luca Pancalli, in Campidoglio dove erano stati convocati per le 14.30 prima che questi decidessero di lasciare il Comune seccati.

Come da programma Raggi si è invece presentata in conferenza stampa alle 15.30 motivando il suo parere contrario alla candidatura. "Dire di sì è da irresponsabili", le sue parole. "Noi diciamo No alle Olimpiadi del mattone, dei gusci vuoti. Non le vogliamo", ha aggiunto parlando della manifestazione a cinque cerchi come di un "sogno che diventa un incubo" e di "grande affare per le lobby dei costruttori". Raggi ha utilizzato delle slide, come è solito fare il premier Renzi, per dare forza alle sue argomentazioni citando anche uno studio della Oxford University sull'aumento dei costi nelle passate edizioni. "Paghiamo ancora i debiti di Roma 1960", ha detto puntualizzando come per i Giochi del 2024 già "Amburgo, Boston e Madrid hanno detto No". Allo stesso tempo la sindaca ha ribadito l'impegno e l'attenzione della sua giunta verso lo sport.
"Abbiamo un progetto più ambizioso delle Olimpiadi, ovvero recuperare le opere incompiute", ha assicurato chiarendo di non aver mai "avuto tentennamenti" sul No alla candidatura. Ora, sponda Campidoglio, manca ancora un passo formale ovvero una mozione in Aula per il ritiro della candidatura che fu invece approvata dall'assemblea capitolina nel giugno 2015 con 38 voti favorevoli e sei contrari, fra i quali quelli dei Movimento 5 Stelle ai tempi all'opposizione.

Loading the player...

In casa Coni, invece, è il presidente Giovanni Malagò a dare nel pomeriggio la sua versione dei fatti cercando di smontare le motivazioni espresse dalla sindaca. "Siamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco. Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata l'Agenda 2020 del Cio (che rende più snelle e meno costose le candidature, ndr) nessuna città d'Italia poteva aspirare a candidarsi", dice aprendo il suo lungo intervento dove, fra le altre cose, sconsiglia anche al Movimento 5 Stelle di presentare la mozione di sfiducia come scritta ieri. "Parla di città come Amburgo e Boston che non sono mai state ufficialmente candidate. Spero siano errori fatti in buona fede ma è imbarazzante", dichiara. "Demagogia e populismo", queste a suo dire le armi usate dalla Raggi. Con esse il No anche al referendum che ora per Malagò sarebbe "un'apoteosi" per il sì. In ogni caso, almeno fino alla nuova mozione da presentare in assemblea capitolina teoricamente la prossima settimana, la candidatura va avanti per la sua strada.

A infervorare più di ogni altra cosa il capo dello sport italiano è quella che lui definisce la "mancanza di motivazioni" per dire no ai Giochi. "Se il motivo erano le ruberie noi diciamo gestitele voi. Quale migliore garanzia per chi è un baluardo della legalità?". Sul tema debito di Roma '60 il numero uno del Coni parla di "falsità assoluta" negli argomenti della Raggi e si arrabbia quando viene tirato in mezzo Pietro Mennea, grande sostenitore del 'no' ai tempi della candidatura di Roma 2020. "Strumentalizzazioni, alibi? conclude con voce ferma? lui era contro quella candidatura ma favorevole a questa e lo ha ribadito anche la moglie Manuela con una lettera". E quando verrà scritta la parola fine sulla vicenda si potrebbe passare alle carte bollate con una richiesta di danno erariale alla Corte dei Conti. "Siamo tranquilli", dice a riguardo Angelo Diario, presidente della commissione sport di Roma capitale. "Noi siamo amministratori pubblici, è chiaro che abbiamo avuto dei fondi tramite una legge dello Stato e siamo soggetti ai controlli del Mef quindi giuridicamente ed economicamente è evidente che dobbiamo girare l'azione di responsabilità verso gli amministratori che firmeranno quella delibera", la pronta replica di Malagò.
 

DELRIO: SPERO IN REFERENDUM. "Credo che Roma perda un'opportunità, perchè ha bisogno di grandi passi avanti sulle infrastrutture e una Olimpiade aiuta. Spero che ci siano possibilità di consultare i cittadini su questo, il sindaco lo aveva promesso. Per il Governo la partita è molto in salita, anche se dal punto di vista formale non è del tutto chiusa" ha commentato ieri il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, intervistato da Lilli Gruber su La7 a Otto e Mezzo.

Scritto da 
  • Andrea Capello
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Minzolini, da pg ok ad affidamento in prova ai servizi sociali

Minzolini, da pg ok ad affidamento in prova ai servizi sociali

Ha chiesto tramite il suo legale di svolgere l'affidamento in prova presso la Comunità di Sant'Egidio

Legge elettorale, No di Mdp al Mattarellum: Non ci sono numeri

Legge elettorale, No di Mdp al Mattarellum: Non ci sono numeri

No "di metodo e non di merito" spiega D'Attorre

De Magistris: Al gasdotto in Puglia preferiamo ulivi, terra e mare

De Magistris: Al gasdotto in Puglia preferiamo ulivi, terra e mare

"No Tap è lotta di liberazione. La lotta per i beni comuni è manifesto politico!"

M5s, Cassimatis querela per diffamazione Grillo e Di Battista

M5s, Cassimatis querela Grillo e Di Battista e fa ricorso al Tar

"'Fidatevi di me' non esiste neppure nella Repubblica delle banane"