Mercoledì 31 Maggio 2017 - 16:15

Roger Waters torna dopo 25 anni: uno straziante manifesto anti-Trump

Venerdì esce 'Is this the life we really want?', capolavoro di musica e scrittura dell'ex Pink Floyd

Roger Waters torna dopo 25 anni: uno straziante manifesto anti-Trump

'Is this the life we really want?': è davvero questa la vita che vogliamo? Se lo chiede Roger Waters, ce lo chiediamo tutti. Ma se lo fa lui nel suo nuovo lavoro, a 25 anni dall'ultimo album, la domanda assume una forza diversa. E Waters la risposta ce l'ha, la formula lungo le dodici tracce dell'atteso disco che uscirà venerdì 2 giugno. Non è questa la vita che vogliamo: la tragedia dei rifugiati, i droni che possono colpire "una donna mentre cuoce il pane", la paura dello straniero, "uno stupido che diventa presidente". E non è difficile capire a chi si riferisca. Non solo per le sue posizioni dichiaratamente anti-Trump, ma perché il libretto dell'album già di per sé è un atto di denuncia: in seconda pagina compare la foto del presidente degli Stati Uniti, coperta su occhi e bocca da strisce nere (presenti in tutte le pagine del booklet, strutturato come le bozze di un quotidiano), e la scritta "un leader senza cervello".

Una dura presa di posizione nei confronti del mondo contemporaneo e di questa epoca confusa, e la modernità del lavoro arriva come uno schiaffo in faccia quando Waters pronuncia la parola "iPhone" in 'The last refugee'. Il brano più emozionante è 'Deja vu': difficile che non scenda una lacrima ascoltando l'ex Pink Floyd che immagina cosa avrebbe fatto se fosse stato Dio. Uno degli altri apici che tocca il disco è 'Broken Bones', nella quale ancora una volta Waters accusa il mondo di aver scelto l'abbondanza, dopo la Seconda guerra mondiale, invece della libertà. Poi c'è il brano che dà il titolo all'album. E' qua, soprattutto, che si sente la mano di Nigel Godrich, già produttore dei Radiohead, che porta il suo mondo nel brano. Per tutto l'album, alla musica si aggiungono rumori di gabbiani, di esplosioni, di orologi e dialoghi.

Non è però (non solo) un disco di denuncia e di rassegnazione. Waters lascia una via d'uscita negli ultimi tre pezzi. Una vera e propria trilogia d'amore con 'Wait for her', 'Oceans Apart' e 'Part of me died': l'attesa dell'amata e poi il sentimento che trionfa sull'orrore.

C'è voluto un quarto di secolo per partorire questo lavoro, ma ne è valsa la pena perché è al contempo moderno e d'altri tempi. Un capolavoro di musica e scrittura, doloroso, quasi straziante, che siamo fortunati di poter ascoltare.

LA TRACKLIST: When We Were Young, Déjà Vu, The Last Refugee, Picture That, Broken Bones, Is This The Life We Really Want?, Bird In A Gale, The Most Beautiful Girl , Smell The Roses, Wait For Her, Oceans Apart, Part of Me Died.
 

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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