Sabato 20 Agosto 2016 - 06:00

Bolt chiude la carriera olimpica da leggenda: terzo grandissimo oro a Rio

Terza tripletta per il giamaicano che conquista il podio anche nella staffetta 4x100

Olimpiadi Rio 2016, Bolt trionfa nella staffetta 4x100m maschile

Un congedo diverso era francamente inimmaginabile. Usain Bolt conclude la sua strepitosa carriera olimpica, salvo colpi di scena, nell'unico modo che conosce: trionfando. Il giamaicano voleva completare la terza tripletta, nove ori in altrettante edizioni dei Giochi, e tripletta è stata. Già dominati i 100 e i 200, il Re Leone si è preso anche il primo posto nella staffetta 4x100, sfrecciando da ultimo frazionista insieme ai compagni Powell, Blake ed Ashmeade. Gara aperta finché non entra in scena il Lampo, che mette il turbo, divora la sua corsia e fa il vuoto. Ovviamente. Per i vincitori, tempo da urlo: 37'27". Alle spalle degli imprendibili giamaicani spunta il Giappone, addirittura in testa dopo il primo cambio (37'60"), capace di precedere gli Stati Uniti, terzi. Per gli americani è arrivata però la doccia gelata: la squalifica per cambio irregolare strappa dal loro collo il bronzo che va al Canada, quarto in 37'64".

 

Ma nella serata di Rio tutti quelli che non sono Bolt sono semplici comprimari. L'uomo più veloce del mondo, ad un passo dai 30 anni che compirà domenica, regala l'ultimo show della sua carriera all'adorante pubblico della città carioca, che come Pechino e Londra ha potuto applaudire dal vivo il volo della star giamaicana. Ieri, dopo la trionfale passeggiata nei 200, dominata senza rivali che potessero dargli grattacapi proprio come nei 100, Bolt ha coronato il suo desiderio: essere inserito nella fascia dei più grandi di sempre, quella che comprende gente come Alì e Pelé. Difficile negargli l'accesso ad un olimpo che già lo annovera tra i suoi eroi. Tanto più che da stasera Bolt raggiunge, con i suoi nove ori, due leggende dell'atletica come Carl Lewis e Paavo Nurmi.

Se il mito finlandese del mezzofondo andò a segno ad Anversa 1920, Parigi 1924 ed Amsterdam 1928, l'indimenticato Figlio del Vento completò il bottino in quattro diverse edizioni dei Giochi (Los Angeles 1984, Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996) e nelle stesse specialità (100, 200 e 4x100). Nel meraviglioso curriculum di Lewis anche il lungo dominio di salto in lungo, nel quale conquistò quattro ori. Leggenda, come quella dove si inserisce l'uomo che da 12 anni incanta le piste di ogni angolo del globo. A Tokyo 2024, ripetiamo salvo ripensamenti, ci arriverà da ospite d'onore e spettatore, coccolato e adorato. Sotto i riflettori, sempre e comunque. Strappando applausi e ringraziamenti, per quello che ha regalato all'atletica nella sua era. "Sono sollevato", ha commentato il campione olimpico a fine show. "Sono il migliore, è successo. Sono felice e fiero di me stesso. La pressione era tanta, ora festeggerò fino a tarda notte". Poi, su Twitter, un messaggio ai suoi tanti tifosi: "Non hanno dubitato di me nemmeno un minuto. Ed è per questo che sarò con voi per sempre".

Scritto da 
  • Attilio Celeghini
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