Mercoledì 27 Aprile 2016 - 17:00

Pellegrini alfiere a Rio 2016. Malagò: E' a furor di popolo

La nuotatrice veneta è la quinta donna italiana ad ottenere questo riconoscimento e la seconda consecutiva dopo Valentina Vezzali

Rio 2016, Pellegrini alfiere. Malagò: E' a furor di popolo

"A furor di popolo" Federica Pellegrini sarà la portabandiera dell'Italia ai Giochi Olimpici di Rio 2016. E' la quinta donna italiana ad ottenere questo riconoscimento e la seconda consecutiva dopo Valentina Vezzali. Un coronamento per la carriera della veneta che vanta nella sua vita sportiva due medaglie olimpiche, un oro a Pechino 2008 ed un argento ad Atene 2004 a soli 16 anni. Pellegrini ha battuto la concorrenza del pugile Clemente Russo, l'ultimo fra i papabili ad 'arrendersi' all'appeal della candidatura della 'Divina'.

"Non poteva che essere lei la portabandiera", dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Sono molto felice perché, anche se ci sono quasi 30 anni di differenza, io e Federica siamo cresciuti insieme. Io da dirigente sportivo lei come atleta". Il 5 agosto, Pellegrini nella cerimonia inaugurale festeggerà anche il suo 28esimo compleanno. L'Italia sfilerà alla posizione 103 su 206 paesi presenti alle 21.20 ora di Rio, le 02.20 in Italia. Il tricolore verrà consegnato alla Pellegrini ed a Martina Caironi, portabandiera paralimpico, il 22 giugno dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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"Il mio nome è comparso tante volte fra le papabili ma per scaramanzia non ci ho mai fatto caso. Fino a ieri non ho voluto credere a niente. E' un'emozione forte. La mia carriera è stata fatta di alti e bassi, non solo sportivi. Ho perso la strada, l'ho ritrovata, ho perso persone importanti ed altre ne ho trovate. A Rio porto la voglia di combattere sempre. Qualsiasi cosa succeda nella vita e nello sport", argomenta emozionatissima la veneta. "In queste quattro Olimpiadi sono cresciuta passando dalla bimba scanzonata di Atene alla portabandiera", racconta ancora "Spero che gli italiani si sentano un po' più italiani vedendoci gareggiare. Vuol dire che lo sport, a prescindere dai risultati, avrà vinto". Pellegrini ha ringraziato poi il presidente del Coni ed il suo mentore Alberto Castagnetti, scomparso prematuramente nel 2009, "che hanno creduto in me quando le cose non andavano bene".

Scritto da 
  • Andrea Capello
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