Giovedì 30 Giugno 2016 - 12:00

Rio 2016, Balich: Vedrete il riscatto di un popolo meraviglioso

A Milano da domani torna protagonista l' Albero della Vita: Le persone vivranno un momento magico

Rio 2016, Balich: Vedrete il riscatto di un popolo meraviglioso

Dall'Albero della Vita alle cerimonie olimpiche. Da Expo a Torino 2006 e Rio 2016, passando per Sochi 2014. Se c'è uno spettacolo emozionante che ti tiene incollato alla tv o con il naso all'insù, la firma è solo una: Marco Balich. Nato a Venezia 54 anni fa, dopo esperienze nell'organizzazione di concerti e in tv, è diventato produttore di eventi visti praticamente da tutto il mondo, ma anche ideatore del simbolo dell'Esposizione universale milanese. "Le Olimpiadi in Brasile? Sarà una gioia poter mostrare una cerimonia piena di vitalità e umanità ed emozionare centinaia di milioni di persone". E ancora: "Io sono un grande supporter di Roma 2024. Se mi auguro di esserci? Magari sì, ma siamo aperti a un ricambio generazionale".

Si riaccende l'Albero della Vita da domani, per tutti i weekend. Che cosa potranno vedere le persone che torneranno ad Expo?

Vedranno lo spettacolo che ha cavalcato il successo di Expo. Ma, più che questo, potranno vivere un momento magico e, secondo me, in qualche modo, ispirarsi per rilanciare questo posto che merita tutto il successo e la storia che ha avuto. Quindi, merita un grande futuro. E speriamo che questo Albero lo rappresenti.

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 Da 'papà' creativo dell'Albero della Vita e di Padiglione Italia, che cosa si aspetta dall'area di Expo. 'Humane Technopole' può bastare o ci deve essere anche il divertimento?
 

Secondo me, questa è un'area che può avere mille chiavi di lettura. Se avvicina i giovani, va benissimo perché in loro c'è la curiosità, la cultura, il divertimento e la partecipazione. In qualche modo, l'Albero questo lo può rappresentare. È affascinante pensare che diventi un polo tecnologico che a livello europeo sarà di grande rilievo e una 'tax free zone', come ultimamente è stato detto. È un posto grande, fatto magnificamente e può avere moltissimi utilizzi.

Dieci anni fa la cerimonia per le Olimpiadi di Torino. Che ricordo ha?
 

Beh, sto facendo le cerimonie di Rio e sono arrivato ieri mattina. Quindi, siamo sempre sul prossimo. Non ci guardiamo ancora indietro, non è ancora il tempo di guardare indietro.

Che cosa potremo vedere a Rio, se ci può fare qualche anticipazione?
 

A Rio vedrete il riscatto di un popolo meraviglioso che ha tante sfortune ma che reagirà in modo splendido a queste Olimpiadi.

Organizzare una cerimonia olimpica è più o meno come vincere un Oscar? La vede così?
 

Beh, se vinci un Oscar è perché hai fatto qualcosa di importante. Credo che farla coroni il sogno di chi come me ama cercare di fare gli spettacoli che emozionano centinaia di milioni di persone. Quella è la platea più grande, più aperta e più bella possibile.

La cerimonia olimpica verrà vista sia dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che da un bimbo di Pechino: sente un po' la pressione?
 

È una pressione e una responsabilità enorme e, con gli amici della Rai che la trasmetteranno, sarà una gioia poter mostrare una cerimonia piena di vitalità e umanità.

Raccontare un'Olimpiade italiana come Roma 2024 le piacerebbe?
 

Roma 2024? Io sono un grande supporter. Ovviamente, sono candidature molto complesse. Ma Roma ha una buonissima chance per farcela, Malagò (presidente del Coni, ndr) sta facendo un ottimo lavoro e credo che, se arriverà l'assegnazione, è un'ottima possibilità.

Si augura di esserci anche lei?

Beh, magari sì. Vediamo se ci sono dei giovani, come spero, che vengono su e abbiano delle idee buone. Siamo aperti affinché ci sia un ricambio generazionale.

Scritto da 
  • Luca Rossi
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