Martedì 19 Aprile 2016 - 11:30

Migranti, Papa: Siete un dono, perdonate nostra indifferenza

Così il pontefice ai migranti del Centro Astalli: "Camminando insieme la strada fa meno paura"

Papa Francesco in visita nell'isola greca di Lesbo

"Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l'indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede. Trattati  come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono". Così Papa Francesco in un videomessaggio inviato per il Centro Astalli e i rifugiati da esso assistiti in occasione del 35° anniversario della fondazione del Centro, che costituisce la principale attività in Italia del Servizio internazionale dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS).

"Siete la testimonianza di come il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti - prosegue Francesco -, perché ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani, che rende possibile l'incontro tra culture e religioni diverse, una via per riscoprire la nostra comune umanità".

"Il Centro Astalli è esempio concreto e quotidiano di questa accoglienza nata dalla visione profetica del padre Pedro Arrupe. E' stato il suo canto del cigno, in un centro di rifugiati in Asia. Grazie a voi tutti, donne e uomini, laici e religiosi, operatori e volontari, perché mostrate nei fatti che se si cammina insieme la strada fa meno paura", ha detto il pontefice.

"Vi incoraggio a continuare", ha sottolineato Francesco nel videomessaggio inviato al Centro Astalli, ricordando che "trentacinque anni sono solo l'inizio di un percorso che si fa sempre più necessario, unica via per una convivenza riconciliata".

Bergoglio ha invitato i rifugiati ad essere "sempre testimoni della bellezza dell'incontro". Il pontefice ha poi detto: "Aiutate la nostra società ad ascoltare la voce dei rifugiati. Continuate a camminare con coraggio al loro fianco, accompagnateli e fatevi anche guidare da loro: i rifugiati conoscono le vie che portano alla pace perché conoscono l'odore acre della guerra".
 

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