Giovedì 31 Marzo 2016 - 16:45

Potenza, indagato compagno ministra Guidi per traffico influenze illecite

L'imprenditore è coinvolto nel filone d'indagine sul centro oli Total in contrada Tempa Rossa. Opposizioni: "Si dimetta"

Federica Guidi

Si allarga l'inchiesta della procura di Potenza sul traffico e sullo smaltimento illecito di rifiuti che riguarda il centro oli Val d'Agri di Viggiano (Potenza) dell'Eni. C'è anche l'imprenditore Gianluca Gemelli, compagno della ministra allo Sviluppo Economico Federica Guidi, tra gli indagati in uno dei due filoni dell'inchiesta, quello che riguarda il centro oli della Total in contrada Tempa Rossa. I poliziotti hanno eseguito decreti di perquisizione nei confronti dell'imprenditore, indagato in concorso per l'ipotesi di traffico di influenze illecite. Come spiega la polizia, le perquisizioni effettuate stamattina, su mandato dei giudici di Potenza, nei confronti di Gemelli, commissario di Confindustria Siracusa, hanno riguardato anche le società Ponterosso Engineering srl e Its Industrial Technical Services srl con sede ad Augusta, provincia di Siracusa, di cui Gemelli è rispettivamente di amministratore unico e di socio. 

Nelle carte dell'indagine che coinvolgono Gemelli ci sono alcune intercettazioni di sue telefonate con la ministra Guidi. "Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se è d'accordo anche Maria Elena, quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte. Rimetterlo dentro alla legge con l'emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa dall'altra parte si muove tutto", dice Guidi al telefono al fidanzato a proposito dell'emendamento alla legge Sblocca Italia, parlando dei lavori per il centro Oli Total. A Gemelli, che gli chiede se effettivamente l'emendamento riguardi la Total, Guidi risponde: "Certo, te l'ho detto per quello".

L'imprenditore, spiega la polizia, avrebbe goduto di una posizione di riguardo e di benevolenza nell'ambito dei rapporti commerciali allacciati con la società Total, ottenendo per esempio un immediato sblocco dell'aggiudicazione di un sub-appalto con la società Tecnimont (entrambe le società erano interessate nella realizzazione del progetto 'Tempa Rossa') - frutto della estrema disponibilità, chiaramente motivata da interessi di natura imprenditoriale, che lo stesso avrebbe manifestato verso la Total. Per questo Gemelli avrebbe sfruttato la propria posizione di vicinanza alla ministra dello Sviluppo Economico nelle vicende ed i passaggi che riguardavano l'approvazione di un emendamento alla legge di stabilità 2015, che avrebbe 'sbloccato' anche il progetto Tempa Rossa - ovvero la possibilità di allacciamento alla rete Snam Rete e Gas e con l'oleodotto della raffineria di Taranto. 

Quest'ultima parte del progetto 'Tempa Rossa' ha in effetti assunto nel contesto segnalato un'importanza notevole, poiché proprio in relazione allo stesso si sono attivate talune forme di ingerenza e pressioni da parte degli indagati anche verso gli organi nazionali.

OPPOSIZIONI ALL'ATTACCO: MINISTRA SI DIMETTA. Le intercettazioni 'incriminate' hanno fatto subito scoppiare la bufera politica, con le opposizioni all'attacco contro la ministra. "Lo scandalo Guidi? È l'ennesimo, mostruoso conflitto d'interesse di questo governo. Più che Guidi o Boschi la vera responsabilità è quella di Matteo Renzi. È lui che deve dimettersi. Al confronto Berlusconi era un principiante", afferma Salvini

Oltre a chiedere le "dimissioni immediate della Guidi e della Boschi", il Movimento 5 stelle rivendica inolltre la paternità della scoperta dell'"emendamento marchetta": l'emendamento "in legge di stabilità 2015 per il progetto Tempa Rossa al centro dello scandalo che coinvolge le telefonate tra il ministro Guidi e il compagno indagato, venne denunciato dal Movimento 5 Stelle", ricordano la parlamentare pentastellata Mirella Liuzzi ed il senatore Vito Petrocelli in una nota. "Questo emendamento vergogna ha una storia che parte con lo 'Sblocca Italia' dove fu sempre il Movimento 5 Stelle a scoprirlo ed in quella occasione riuscì a bloccarlo il 17 ottobre 2014 grazie ad una lotta durata tutta la notte", continua la nota.

IL FILONE SUL CENTRO OLI DI VIGGIANONell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresto di funzionari e dipendenti del centro Oli di Viggiano, gli agenti hanno disposto gliarresti domiciliari anche per un consigliere comunale di Corleto Perticara (Potenza) del Pd, già sindaco del Comune e già assessore alla provincia di Potenza con delega all'Edilizia Scolastica e alla Pubblica Istruzione.

I poliziotti della squadra mobile hanno inoltre notificato il divieto di dimora nel Comune di Corleto Perticara per l'ex vicesindaco e il divieto di esercizio di attività imprenditoriale e di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di mesi 6 per il titolare di una s.r.l. affidataria della gestione di una Casa di riposo di Corleto Perticara e di un amministratore di una società materana.

L'operazione è l'epilogo di una complessa attività d'indagine che ha permesso di acquisire una serie di elementi oggettivi a carico di 24 indagati per corruzione propria ed impropria, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione elettorale.

In particolare, spiegano gli investigatori, "le indagini hanno consentito di scoprire un sistema di malaffare caratterizzato da tutta una serie di reati contro la pubblica amministrazione, da parte degli allora sindaco, vice sindaco, e alcuni ex assessori ed ex consiglieri del Comune di Corleto Perticara, che avrebbe portato a condotte concussive o di corruzione a danno (e vantaggio) di taluni imprenditori interessati (e non) a vario titolo al progetto per lo sfruttamento del giacimento petrolifero denominato 'Tempa Rossa', in fase di realizzazione nei territori dei Comuni di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione".

Scritto da 
  • redazione web
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