Giovedì 09 Giugno 2016 - 17:15

Richard Gere: A New York ho capito cosa vuol dire essere homeless

Lo racconta l'attore durante la presentazione del film 'Invisibili' presso la mensa della comunità di Sant'Egidio

Richard Gere presenta il suo film 'Invisibili'

"Girando per New York, dove vivono oltre 69mila homeless, mi è scattato qualcosa. Lì ho capito cosa vuol dire essere invisibili. Da quel momento ho deciso come fare il film, come effettuare le riprese e montarlo, ma soprattutto ho intuito cosa siamo come esseri umani". Lo racconta Richard Gere durante la presentazione del film 'Invisibili' presso la mensa della comunità di Sant'Egidio. "Sono interessato a questo tema - ha ribadito Gere - in quanto essere umano. Io credo che per tutti c'è bisogno di una casa piena di compassione e calore". "Per questo - ha concluso l'attore bersagliato dai flash - sono qui, tra questi visi meravigliosi".

IN USA 600 MILA SENZATETTO. "Sono interessato a questo tema - ha ribadito Gere - in quanto essere umano. Io credo che per tutti c'è bisogno di una casa piena di compassione e calore". "Per questo - ha concluso l'attore bersagliato dai flash - sono qui, tra questi visi meravigliosi". Gere ha proseguito:"Mi ha toccato profondamente un libro pubblicato in America e scritto da un homeless, 'In the land of lost soul', basato sulla sua esperienza. È stato illuminante per me. Mi ha fatto capire come lavorare su questo racconto della realtà, non per cercare di commuovere o attirare l'attenzione del pubblico ma attraverso la scansione del reale. In USA ci sono 600mila senzatetto". 
 

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IDEA DI PROFITTO. Gere, nella doppia veste di interprete e produttore di 'Invisibili' di Oren Moverman, nel corso della presentazione della pellicola ha spiegato: "Uno degli attori più pagati di Hollywood? Sì. E' vero. Se sono credibile come senzatetto? Girando a New York ho capito che non era importante chi ero ma quello che facevo". Il fim sarà in sala dal 15 giugno. "Dobbiamo ridefinire l'idea di profitto, che va misurata in termini di bene che possiamo fare al mondo". La pellicola racconta la vita di George (Richerd Gere), che sembra non avere più senso. Non avendo niente a cui aggrapparsi, l'uomo vaga per le strade di una New York indifferente. Senza nessuno che lo ospiti, cerca rifugio al Bellevue Hospital, il maggior centro di accoglienza per senzatetto di Manhattan. L'ambiente del centro è duro e pieno di persone sole che vivono nella miseria. Ma quando George fa amicizia con un veterano del centro (Ben Vereen), comincerà a riacquistare la speranza di poter ricostruire la propria vita.

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