Mercoledì 02 Marzo 2016 - 16:45

Ricerca, Renzi: In arrivo un piano da 2,5 miliardi di euro

Il presidente del Consiglio ha visitato i lavoratori dell'Istituto ricerche biologico molecolare (Irbm) di Pomezia

Matteo Renzi

"Il mio non è un racconto per negare i problemi dell'Italia. Per anni ci siamo detti che l'Italia è un Paese finito, invece è un Paese infinito, che riesce a trovare cose e soluzioni anche dove non te l'aspetti. L'Italia è un Paese che quando si rimette in moto può essere leader mondiale. Finché c'è un cervello in Italia che ha voglia di scoprire qualcosa di nuovo, l'Italia è coerente con la propria storia, l'Italia è stata sempre questa roba qua". E' tutto in queste frasi il senso del tour del premier Matteo Renzi di oggi tra le eccellenze italiane. Prima ha visitato il nuovo centro congressi progettato da Massimiliano Fuksas, poi il gruppo Ads, specializzato in infrastrutture per le telecomunicazioni, e infine l'Istituto ricerche biologico molecolare (Irbm), questi ultimi due a Pomezia.

E ha approfittato di queste visite per annunciare: "Nell'arco delle prossime settimane uscirà un piano della ricerca da due miliardi e mezzo di euro. Finalmente si torna a investire in questo settore e si torna ad avere il segno più, perché la ricerca è futuro".

 

Se alla Nuvola ha sottolineato che "la prima cosa da fare è finire i lavori incompiuti", all'Ads ha raccolto un'ovazione da parte dell'amministratore delegato del gruppo, Pietro Biscu, che gli ha fatto trovare una torta col simbolo Facebook di 'mi piace' e ha annunciato, di fronte alla folta platea di giornalisti: "Abbiamo puntato sulla politica del fare, quella che piace al nostro primo ministro e a tutti noi italiani. L'anno scorso grazie al Jobs Act abbiamo assunto 500 giovani e vogliamo assumerne ancora, per questo abbiamo organizzato una accademia, la Ads Lab". L'azienda è passata dai 30 dipendenti del 2009 alle 1700 di oggi, e - nello stesso periodo - da 2-3 milioni di euro di fatturato ai 150 in previsione per il 2016.

Ancora più calorosa è stata l'accoglienza all'Irbm, un centro di ricerca farmaceutica nel quale si produce il vaccino contro l'ebola, struttura che nel 2010 stava per chiudere e che è rinata, portando il fatturato da un un milione di euro nel 2010 ai 40 milioni di oggi e da 22 dipendenti a oltre 250. "Il Jobs Act è stata una manna dal cielo", ha detto rivolgendosi a Renzi Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato dell'Istituto. Di Lorenzo ha spiegato di essere stato delegato sindacale e di avere, nei suoi primi anni di lavoro, da dipendente di banca e sindacalista della Cgil, spiegato ai lavoratori cos'era l'articolo 18. Ma oggi, ha aggiunto, "se teniamo in un laboratorio una persona che ha perso il coltello tra i denti non facciamo più ricerca, facciamo burocrazia". E poi ha raccontato: "Devo dire che anche in Europa stiamo recuperando l'orgoglio di essere italiani. Vado spesso a Bruxelles, e nelle cene serali era un pianto collettivo, ci consolavamo a vicenda degli schiaffi che ciascuno prendeva nel suo settore. Oggi si respira un clima diverso. Grazie".

Scritto da 
  • Fabio De Ponte
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