Mercoledì, Marzo 2, 2016 - 11:30

Repubblica si pappa La Stampa e il Secolo XIX: ora Rcs torna contendibile

John Elkann e Mario Calabresi

L'Espresso mette il turbo e acquisisce Itedi, la storica editrice de La Stampa che nel 2015 si accorpò il Secolo XIX. L'operazione era nell'aria da tempo, specie dopo che Mario Calabresi lasciò il quotidiano torinese per approdare a Repubblica, principale asset de L'Espresso. La mossa di De Benedetti apre però scenari interessanti anche per Rcs. Andiamo con ordine. La velina, che è apparsa stamane sugli unici due giornali non coinvolti dall'operazione ovvero 'il Fatto' e 'il Foglio', prevede l'assorbimento di Itedi da parte del gruppo L'Espresso. Itedi, che faceva parte direttamente di Fca, sarà diluita su tutti i soci del Lingotto. L'operazione non viene smentita da nessuno, quindi si farà forse già oggi. Il nodo gangliano però riguarda la quota che John Elkann detiene in Rcs, frutto di un sanguinoso investimento che nulla ha portato a questo punto. E' chiaro che per motivi di opportunità, il presidente di Fca ed Exor dovrà ora ridurre o azzerare il suo 16,7%, non può essere socio dei due primi editori del Paese che da decenni si fanno la guerra. Si spiega così l'andamento del titolo Rizzoli che già da alcuni viaggia in rialzo: qualcuno deve essersi già mosso. Magari un fondo, o magari un nuovo potente. Buona regola, ma non più obbligo, prevede che Elkann prima di uscire, offra ai soci del patto di Rcs la quota che intende cedere, e poi la metta sul mercato se nessuno l'ha rilevata. Occasione ghiotta per Diego Della Valle, ma anche per Urbano Cairo. Della serie, se non ora, quando?

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Mercoledì, Settembre 7, 2016 - 08:45

Ottimi gli annunci del Governo sulle pensioni, ma a pagarli saranno ancora i soliti noti?

Benissimo gli annunci del Governo su pensioni minime e possibilità di ingresso anticipato rispetto alla riforma Fornero. Ma chi paga? Con l'economia che frena, il Pil fermo, e gli stipendi inchiodati: dove saranno trovare le risorse? Prova a rispondere oggi sul Corriere della Sera, Alberto Brambilla, docente e presidente Centro Studi e Ricerche di 'Itinerari Previdenziali'. Su un totale di 826 miliardi di spesa totale dello Stato nel 2014 la spesa sociale è stata pari a 439 miliardi, quindi oltre il 53% del totale spesa pubblica, spiega Brmbilla.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:00

Economia in frenata, rinnovo contratti al bivio. Oggi tutti da Poletti

La frenata della nostra economia è un dato assodato, che ha preso il via già tra aprile e giugno, ed ora proseguirà fino a fine anno. Un autunno difficile, che va ad intrecciarsi con la lunga trattativa tra sindacati e Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale prima dei metalmeccanici e poi delle altre categorie, oltre al nuovo modello di contratto nazionale. A fine luglio il 68% dei dipendenti lavora in base ad un contratto scaduto. Dai bancari agli agricoltori, tutti sono coinvolti. Oggi alle 11 altro round di consultazioni con il Governo, Poletti riceverà Cgil, Cisl e Uil.

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Giovedì, Settembre 1, 2016 - 11:15

Domani la revisione del Pil del secondo trimestre, pesa l'incognita Expo

Per domani il Mef, il vecchio Tesoro, prevede una revisione al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre, che nella prima lettura flash era risultato invariato. A comunicare la crescita "a prefisso" invece che zero, sarà l'Istat. Come sottolinea oggi Dario Di Vico su 'il Corriere della Sera', sono altamente irrituali le anticipazioni ufficiali sul rialzo che il Mef ha fornito martedì.

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Martedì, Agosto 23, 2016 - 15:30

Senza l'Expo il Pil italiano frena, autunno in odore di recessione

Nel secondo trimestre il Pil s'è fermato, e nel terzo che capiterà? Difficile dirlo, certo quest'anno la nostra economia soffre la mancanza dell'Expo che invece aggiustò i conti del 2015. Furono proprio luglio-agosto-settembre i tre mesi in cui l'Expo decollò, ed in tempi di crescita "a prefisso zero più qualcosa", è forte il rischio che il prossimo dato sul Pil sia negativo. Servono tre trimestri consetutivi in rosso per entrare in recessione, ma con l'export che soffre molto di più ora rispetto al 2015, i conti sono già indirizzati al ribasso.

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Domenica, Agosto 14, 2016 - 09:45

Mps porta d'ingresso dei giganti mondiali, e l'asino di Fedro

Santander, Bofa-Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Commerzbank, Bbva, Jefferies, JP Morgan. Sono questi i colossi bancari globali, che con un piccolo esborso, per coprire l'inoptato dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, entreranno senza colpo ferire nel capitale della banca più vecchia del mondo.

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