Martedì 21 Giugno 2016 - 06:45

Renzi: Vittoria M5S, Pd rifletta. Minoranza chiede cambio rotta

Quello di domenica "non è un voto di protesta: è un voto di cambiamento"

Renzi: Vittoria M5S, Pd deve riflettere. Minoranza chiede cambio di rotta

Continuare a essere "chiari" e a "chiamare le cose con il loro nome" anche dopo una nottata difficile. Quello dei ballottaggi è un voto che conserva "ragioni di forte valenza territoriale", ma che rivela un "dato nazionale" chiaro: "c'è una vittoria molto netta del M5S che va chiamata con il suo nome". Matteo Renzi sceglie la più istituzionale delle stanze di palazzo Chigi (dopo aver accolto lo chef Massimo Bottura nella sala dei Galeoni) per commentare i risultati definitivi delle Comunali. Il premier ha guardato e riguardato la 'nuova' mappa dell'Italia consegnata alle pagine dei quotidiani dai ballottaggi.

La tesi rimane quello dello 'zapping elettorale', con i candidati più giovani a conquistare lo share, ma il voto in alcune città, ammette, "deve far riflettere il Pd". L'analisi politica, però, deve attendere. Il segretario Pd dà appuntamento alla direzione dem del 24 giugno per fare il punto su una situazione "più articolata e complicata di come appare". Serve "una discussione vera, franca e sincera - spiega - Se il segretario ha fatto bene o fatto male sarà argomento di discussione durante la direzione".

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Il premier, però, di una cosa è convinto. Quello di domenica "non credo  sia un voto di protesta: è un voto di cambiamento e non soltanto nei comuni in cui ha vinto il M5S". Queste elezioni, è la sottolineatura, "si sono vinte sull'ansia di cambiamento più che sulla protesta o sulla rabbia verso l'Ue". Ecco allora cha puntuali arrivano gli auguri di buon lavoro ai sindaci neoeletti, "a cominciare" da Virginia Raggi.
"Dal giorno dopo le elezioni si smette con i dibattiti e si inizi a lavorare. Il Governo aiuterà tutti. Noi andiamo avanti ad occuparci delle priorità istituzionali", ribadisce.

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Risolta, almeno per il momento, la pratica che riguarda i primi cittadini che appartengono a schieramenti politici 'nemici', il segretario dem prende tempo fino a venerdì per affrontare i problemi che vengono dalla minoranza interna al partito. E' Roberto Speranza ad aprire le danze, ieri in mattinata: "Il doppio incarico" di Renzi premier e segretario del Pd "non funziona, non fa bene al partito. Dico che bisogna cambiare rotta o facciamo un errore non recuperabile". Di questo passo, è la considerazione, "il referendum di ottobre non sarà una passeggiata". Più soft Gianni Cuperlo, leader della sinistra Dem: "Non mi appassionano i tempi del congresso e non chiedo le dimissioni di Renzi da segretario" spiega, pur criticando la strategia del Nazareno che non sempre lo ha convinto. I componenti della minoranza Dem si riuniranno il 23 giugno al Nazareno, in vista della direzione.

Il bilancio negativo ai ballottaggi per le Comunali rende più forti le richieste di cambiamento all'Italicum, tema che però - ribadisce Renzi - "non è all'ordine del giorno". Si inizia a muovere, intanto, la macchina del congresso. "Prima delle elezioni ho ricordato a tutti che entro ottobre avremmo dovuto convocare il congresso, perché questo prevedono le nostre regole. E questo accadrà - spiega Orfini - Quella sarà la sede in cui faremo le scelte, ma è ovvio che abbiamo bisogno di discutere, da subito".

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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