Sabato 10 Dicembre 2016 - 08:15

Pd, Renzi trova quadra: Gentiloni per riformare Italicum e poi voto

Il nome del ministro degli Esteri è quello più quotato tra i dem per superare la crisi di governo

Renzi trova la quadra nel Pd: Gentiloni per riformare l'Italicum e poi al voto

Il Pd trova la quadra sul nome di Paolo Gentiloni quale successore di Matteo Renzi a palazzo Chigi. Un Governo di scopo per riformare l'Italicum e poi andare alle urne: questo il 'patto' tra i dem. Il presidente del Consiglio dimissionario, rientrato ieri di buon mattino a Roma, ha ricevuto il titolare della Farnesina, mentre al Quirinale erano da poco iniziate le consultazioni di Sergio Mattarella con i gruppi parlamentari più piccoli. 

Renzi sa che non è praticabile, perché non troppo gradita al Capo dello Stato, la strada che porta a una modifica dell'Italicum con lui in carica da dimissionario, come prospettato dal Movimento 5 Stelle. Un esecutivo a termine guidato da Gentiloni, viene spiegato, permetterebbe invece al segretario Pd di non tradire la parola data nei mesi di campagna elettorale ("io non galleggio", "al tavolo non ci sarò") e rassicurerebbe il Colle - nel caso in cui ci volesse più tempo per riformare l'Italicum - in vista degli impegni internazionali di marzo a Roma e maggio a Taormina con il G7. 

È la decisione della Bce di non consentire la proroga per l'aumento di capitale a Mps ad accelerare i tempi di risoluzione della crisi di Governo. Renzi, oltre al diretto interessato, prospetta l'ipotesi a Pier Carlo Padoan, Maria Elena Boschi, Maurizio Martina e Dario Franceschini. Il premier dimissionario ha ricevuto per ultimo proprio il ministro della Cultura, accreditato negli ultimi giorni come vero e proprio manovratore all'interno del partito, e non solo. 

Lui in mattinata ci ha scherzato su: "Niente male i retroscena: ieri ho fatto accordo con Berlusconi,oggi con D'Alema. Anticipo per i giornalisti: domani con Grillo e poi Salvini", ha scritto su Twitter. Poi, in serata, si è preso un'ora di tempo per 'chiarire' tutto con il segretario dem. Entrambi, viene spiegato, concordano nell'aver 'schierato le truppe' in modo forse imprudente e ritornano a predicare "gioco di squadra".  

E' il nome del titolare della Farnesina a far tornare il sereno tra le varie anime del Pd. Di fronte a quello che sembrava un liberi tutti, infatti, un esecutivo Gentiloni mette d'accordo, oltre alla cospicua componente franceschiniana, anche i giovani turchi (pronti comunque, insieme al premier, alla scommessa 'voto subito'), e la minoranza dem, da subito per fare del partito di maggioranza relativa in Parlamento il perno della stabilità. 

Per non rischiare il rinfocolarsi delle correnti dem, poi, il premier accelera sul congresso, con alcuni parlamentari che ne ipotizzano l'apertura dopo un'assemblea da tenersi già tra una decina di giorni, per concludersi a marzo. È Andrea Orlando a dire 'on the record' quella che - secondo parlamentari e fedelissimi - rimane la posizione del premier dimissionario. "Un Governo di legislatura è inconcepibile. La legislatura si è chiusa con il referendum - ha detto il ministro della Giustizia - Dobbiamo capire capire come chiuderla, non come andare avanti". Il Pd, insomma, diranno oggi Guerini, Orfini e i capigruppo Zanda e Rosato a Mattarella "ha un ruolo centrale che non rifiuta", ma che "non può essere" un ruolo "solitario". "Non siamo disponibili a fare da soli", scandisce il titolare di via Arenula.

Un Governo Gentiloni che abbia come scopo quello di modificare la legge elettorale, viene spiegato, incasserebbe poi anche il nulla osta di Silvio Berlusconi, che 'terrebbe a bada' i falchi azzurri anche alla luce della mediazione con il Quirinale messa in campo da Gianni Letta.

Vera incognita di questa strada rimane la durata di un eventuale nuovo esecutivo. Se infatti Renzi ritiene affidabile il ministro degli Esteri, sono i componenti del 'partito della poltrona' che, attaccano alcuni renziani, "oggi hanno sfilato al Quirinale dopo essere stati ricevuti da Mattarella nello studio della vetrata a non convincere il premier. Sibillina, viene riferito, è sembrata al segretario Pd la risposta che viene data a chi, come Giorgia Meloni, parla di Governo "a scadenza", dopo la legge elettorale. "Un esecutivo non è uno yogurt", viene ricordato.
 

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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