Sabato 29 Luglio 2017 - 16:45

Casaleggio Jr: Infanghi memoria di papà. Renzi: No a polemiche

Infuria la polemica con Davide, figlio del fondatore M5s Gianroberto. Intanto il segretario del Pd non fa marcia indietro su una sua possibile nuova candidatura a primo ministro

FILE PHOTO: Outgoing Italian Prime Minister Matteo Renzi gestures during the bell ceremony, to signify the start of the first cabinet meeting of the newly appointed Italian Prime Minister Paolo Gentiloni, at Chigi Palace in Rome

È esplosa su Facebook l'ira di davide Casaleggio, figlio di uno dei fondatori del Movimento 5 stelle Gianroberto, contro il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi: "Renzi deve smetterla di infangare la memoria di mio padre. E' intollerabile che continui a ripetere una bufala da lui inventata che stravolge il pensiero di mio padre. Non è la prima volta che lo dico, ma ho il dovere di ribadirlo ancora".

"Mio padre - scrive Davide Casaleggio - ha detto, e ci sono le interviste e i video che lo dimostrano, che 'Un messaggio in Rete perde la sua viralità se è falso, nel tempo' e che 'i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe ascare, pagate magari 5 euro al giorno'". 

Gianroberto Casaleggio, insomma, sosteneva "il contrario di ciò che dice Renzi, che 'un messaggio che è virale diventa vero'", spiega il figlio Davide. "Un messaggio che è vero diventa virale, se è falso invece perde viralità. Ciò è quanto affermato da mio padre. Renzi dovrebbe saperlo sulla sua pelle viste tutte le menzogne propinate agli italiani in questi anni, compresa questa, che lo hanno portato a perdere completamente la sua credibilità. E' inaccettabile che il segretario del Pd continui a mettere in bocca a mio padre parole che non gli sono mai appartenute - spiega ancora Davide Casaleggio. Lo invito a rettificare e chiedere scusa immediatamente per non perdere il minimo di dignità che dovrebbe contraddistinguere ogni dichiarazione politica. E se pensa che attaccando le persone scomparse non venga smentito: si sbaglia. Difenderó il pensiero di mio padre ogni volta che sarà necessario". 

Non si fa attendere la risposta di Renzi, sempre in un post su Fb: "L'idea che ciò che è virale dunque è vero mi inquieta. Per me non è così. Sull'aereo di stato non era così. Come pure su tanti altri loro messaggi. I vaccini servono, anche se qualcuno fa diventare virale il messaggio contrario. Non voglio polemiche con nessuno meno che mai con il figlio di un uomo che ha innovato molti aspetti della comunicazione politica. Ma credo nella verità delle cose. Quella frase di Casaleggio non la condivido. Mi piacerebbe molto se, con toni civili e senza polemiche, si potesse aprire una discussione sulla viralità in rete e la verità delle cose. Ho scritto quello che penso in modo articolato e puntuale sul libro Avanti. Sono pronto a discuterne con chiunque, anche con Davide Casaleggio".

"Nel libro Avanti - che sta facendo discutere e ne sono lieto, perché questa è la funzione dei libri di politica - ho parlato della famosa vicenda dell'aereo di stato su cui i grillini mi hanno attaccato per mesi. E ho svelato un piccolo segreto: io quell'aereo non l'ho mai usato. È stato acquistato per i ministri e centinaia di imprenditori impegnati in missioni politiche e commerciali in giro per il mondo. Mentre io ho sempre utilizzato il vecchio aereo, quello più piccolo. Tuttavia i grillini mi attaccavano dicendo che quello era il mio aereo, il giocattolo che io usavo. Ricordate quante polemiche sull'Air Force Renzi, così veniva chiamato?", scrive Renzi.  "Avanti spiega con dovizia di particolari come sono andate le cose. E dice che anche se la notizia dell'Air Force Renzi era diventata virale, questo non voleva dire che fosse anche vera. Nel libro cito Casaleggio padre che in una intervista disse questa frase: 'i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli'", aggiunge Renzi.

Intanto l'ex primo ministro non fa marcia indietro su una sua possibile nuova candidatura a premier: "Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani, non i giornalisti e neanche le speranze dei militanti. Nel frattempo, però, vorrei chiedere di dare il massimo appoggio a Paolo Gentiloni. Io l'ho fatto il premier, so cosa vuol dire lavorare con i gufi".

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