Sabato 23 Luglio 2016 - 15:00

Renzi: Negli Usa è derby tra paura e coraggio

All'assemblea del Pd, il premier: "Ue non sia ostaggio della Brexit"

Assemblea nazionale del Partito Democratico

"Quello che sta avvenendo negli Usa è il simbolo di quello che avverrà nei prossimi anni in tutto il mondo. Come è sempre stato". Queste le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dell'assemblea nazionale del Pd che si tiene a Roma. Negli Usa "è in corso un derby tra la paura è il coraggio - ha aggiunto - E la nostra risposta non può essere moralistica".
"Il candidato Donald Trump nega l'american dream per giocare tutto sulla paura", ha proseguito il premier sottolineando come l'America dei democratici fatiche a parlare 'alla pancia' del paese e "non per la paura dell'immigrato, ma per la paura del futuro" e "Donald Trump è l'esempio più forte di come viene utilizzata la paura del futuro". 

Nel suo discorso Renzi ha sottolineato il ruolo che il  Partito democratico deve avere in Europa: "Il Pd ha la responsabilità culturale, etica e politica di portare nella discussione europea uno sguardo basato su una visione del mondo alternativa, non solo basata sulla paura e sulla difesa". L'Italia stessa ha aggiunto il presidente del Consiglio "può diventare leader in Ue per aiutare l'Europa a ritrovare se stessa" grazie alle specificità e all'identità della nazione. "La parola identità non è una parolaccia e passa attraverso la cultura, è uno sguardo sulla ricerca, sul rapporto tra cibo, lotta alla povertà, tutte tematiche che fanno dell'Italia il punto di riferimento nel mondo". 

Il governo sarà vicino ai familiari delle vittime degli attentati: "Non lasceremo soli i familiari delle vittime del terrorismo all'estero". 
"Obiettivo numero uno del terrorismo è distruggerci, ma il numero due è farci vivere in condizioni di paura - ha aggiunto Renzi - Se rinunciamo a ciò che siamo come identità e valori abbiamo comunque perso. Difendere la nostra vita non è solo difendere il fatto che respiriamo". "Anche per questo, per ogni euro investito in Difesa, ci deve essere un euro investito in cultura", ha sostenuto Renzi.

Per quanto riguarda la Brexit e l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, il premier ha sottolineato che "l'Europa non deve sentirsi ostaggio della politica inglese. La Brexit deve essere considerata come una gigantesca sveglia". 

"E' stato un voto politico", ha commentato Renzi il referendum sulla Brexit. "Camerun ha scelto di offrire alla propria minoranza interna un referendum che ha portato inglesi a lasciare Unione. E la vittoria di chi voleva lasciare è stata una sconfitta politica per Ue, e non chiamarla così significa negare la realtà".

Poi sugli attuali sviluppi della situazione in Turchia, il premier ha rimarcato la sua preoccupazione: quello che sta succedendo dopo il tentao golpe del 15 luglio, "ci preoccupa quanto i carri armati nelle strada di Istanbul".  "Proprio per la storia dell'Italia che ci ha visto, con Prodi e con Berlusconi, in un rapporto stretto con la Turchia, diciamo che un Paese che mette in carcere i propri professori e giornalisti sta mettendo in carcere il proprio futuro".

"Nessun accordo sull'immigrazione può giocarsi sulla pelle dei diritti umani. Siamo amici della Turchia ma non è solo la pena di morte la discriminante su Ue e Turchia, ma anche il modo di vivere", ha commentato il presidente del consiglio.

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