Martedì 12 Aprile 2016 - 10:15

Italia-Iran, siglati 7 accordi. Rohani: Roma amica preziosa

Il premier italiano: "Anche sui punti che non ci vedono d'accordo, lavoriamo insieme. Aperto un tavolo sui diritti umani"

Hassan Rohani incontra Matteo Renzi a Teheran

E' durato un'ora e mezza - ben oltre la durata protocollare prevista - il bilaterale fra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Presidente della Repubblica iraniana Hassan Rohani. Sono 147 gli industriali partecipanti alla visita, in rappresentanza di 55 aziende italiane in Iran. Picchetto d'onore pronto all'ingresso del complesso di Sadabad a Teheran dove è arrivato il premier Matteo Renzi.  E' ancora fresco nell'opinione pubblica il ricordo delle immagini delle statue capitoline velate per la visita eccezionale del presidente iraniano Rohani a Roma lo scorso 25 e 26 gennaio. Ora il premier Matteo Renzi ricambia la visita. Un riavvicinamento fra i due Paesi, dopo la fine delle sanzioni, che ha come sfondo importanti interessi economici. Se è vero che Rohani ha scelto l'Italia come primo Paese estero cui fare visita, adesso, a due mesi e mezzo di distanza, Renzi è il primo fra gli alleati a mettere piede in Iran dopo la fine dell'embargo seguito all'accordo sul nucleare.

INNI DEI DUE PAESI. Le guardie del presidente hanno intonato l'inno nazionale dell'Iran. Il premier italiano è  è stato accolto dalla stretta di mano del presidente iraniano e dall'inno di Mameli. Con il presidente del Consiglio, una folta delegazione di industriali oltre al viceministro Ivan Scalfarotto e al ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini.  Questa sera la cena in ambasciata italiana a Teheran con gli imprenditori. Nella delegazione arrivata in Iran l'amministratore delegato dell'Eni Claudio Descalzi, Pasquale Salzano (Eni), Stefano Cao (Saipem), Alberto Nagel (Mediobanca), Renato Mazzonicini (Fs), l'ingegner Gian Vittorio Armani (Anas), la presidente dell'Unione industriale di Torino Licia Mattioli, Gianpietro Benedetti (Danieli), Alessandro Castellano (Sace), Antonella Baldino.

L'AMICIZIA CON ROMA. "L'Italia è un amico prezioso dell'Iran. Ricordiamo come anche nel periodo delle sanzioni le posizioni italiane siano state le più eque nei confronti del Paese. Anche se l'Italia non faceva parte dei negoziati del 5+1, possiamo dire che la presenza della Mogherini ha dato il suo contributo. Dopo la fine delle sanzioni, il mio primo viaggio in Europa è stato in Italia". Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, nel corso di un punto stampa congiunto col premier Renzi.

PRIMO PARTNER UE.  "Siamo molto lieti che nel periodo post sanzioni l'Italia sia stato il primo Paese a muoversi nella direzione dello sviluppo economico con l'Iran. Prima delle sanzioni l'Italia era già il nostro primo partner in Europa e vorremmo che tornasse a svolgere questo ruolo anche oggi", ha sottolineato Rohani.SETTE ACCORDI SIGLATI. Sono sette gli accordi fra Italia e Iran siglati oggi a Teheran. Si tratta di cinque collaborazioni economiche e due di carattere più politico. Un'intesa molto importante è stata raggiunta tra Ferrovie dello Stato e le ferrovie iraniane per un totale di 3,5 miliardi. Tra gli altri accordi, quello fra Enel e una società iraniana di esportazione di gas, uno fra la società degli aeroporti di Milano Sea e un'omologa iraniana. Quindi l'intesa con la Danieli che ha per oggetto pezzi di ricambio nel settore automobilistico; l'accordo con l'ente Fiera di Roma e, da ultimo, due collaborazioni nel campo del turismo e dell'energia.
 

 

 

 

 

QUESTIONE DIRITTI. "Anche sui punti che non sempre ci vedono d'accordo, lavoriamo insieme. Abbiamo aperto un tavolo sui diritti umani. Come grandi religioni monoteiste combattiamo l'idea che le religioni portino a intolleranza e al terrorismo: è una di priorità del nostro dialogo culturale". Così Matteo Renzi dopo il bilaterale.  "Spero che al G7 accanto alla collaborazione economica ci sia anche una collaborazione culturale e religiosa: la grande famiglia dei figli di Abramo affermi che le religioni monoteiste vogliono pace e dialogo e non violenza.

PETROLIO. L'obiettivo di Teheran è tornare a esportare petrolio, per questo l'antica Persia sta tagliando i prezzi di listino del greggio in modo da aumentare in fretta la propria competitività sul mercato globale. Ma il livello tecnologico di gran parte dei siti di estrazione risale ai tempi dello Scià, quindi va modernizzato. Qui si inserisce l'Italia. E' stato calcolato dal gruppo assicurativo-finanziario Sace che l'export italiano in Iran potrebbe aumentare di quasi 3 miliardi di euro nel quadriennio 2015-2018 grazie alla fine delle sanzioni e i settori maggiormente interessati sarebbero proprio l'oil and gas, i trasporti e la meccanica strumentale. Non a caso lo scorso 8 aprile la Saipem annunciava la possibilità di firmare un nuovo memorandum d'intesa in occasione del viaggio a Teheran del premier Renzi. I nuovi contratti potrebbero riguardare proprio la manutenzione degli impianti iraniani o ricadere comunque nell'ambito delle società petrolifere.

Per tutti questi motivi, quella di Renzi sarà una due giorni (oggi e domani mattina) concentrata sulla questione dell'interscambio commerciale.

Scritto da 
  • dalla nostra inviata Elisabetta Graziani
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