Martedì 21 Novembre 2017 - 21:30

Renzi gela la sinistra: "No su art.18". E sfida Berlusconi in suo collegio

Apertura nei confronti di Pisapia e ai centristi di Alfano. Vede un giovane ricercatore a contendere il collegio di Luigi Di Maio

Matteo Renzi ospite di Porta a Porta

Porte aperte a tutti, "da Fratoianni a Casini", ma nessun ottimismo circa la possibilità di arrivare a una coalizione che ricomponga tutte le anime del centrosinistra. Matteo Renzi veste ancora una volta i panni a lui inusuali del 'ricucitore' ma non si fa illusioni: "I segnali non sono buoni". Il segretario Pd ribadisce di aver messo in campo "il più bravo", una personalità "autorevole" come Fassino "per rimettere insieme i cocci", senza tabu né rancori personali, ma poi avverte: "Le nozze si fanno in due. Mediare sì, abiurare no" ripete. Ecco perché il leader toglie dal tavolo del confronto la possibile reintroduzione dell'art. 18, chiesta a più riprese da Mdp e Sinistra italiana anche con una proposta di legge attualmente all'esame della Camera.

Pronto a "scrivere una pagina bianca" sul futuro e a ragionare di come rendere stabili i posti di lavoro creati, ma senza ripercorrere sentieri "ideologici". Sembra destinato ad essere quindi solo un incontro di cortesia quello che si svolgerà mercoledì tra Fassino e Maria Cecilia Guerra e Giulio Marcon, capigruppo di Mdp e Sinistra italiana. L'eventuale no ad una coalizione che comprenda anche gli ex Pd però non fa disperare Renzi che si dice convinto che il suo partito avrà un "ruolo fondamentale" anche al prossimo giro. "Chi conosce questa legge elettorale sa che, numeri alla mano, il Pd sarà il baricentro della prossima legislatura", assicura. Nessuna corsa solitaria, però. I dem faranno parte di una coalizione ampia ("alla nostra sinistra ci sono 29 sigle, spero con alcune di esse di fare un ragionamento serio", ironizza).

L'apertura principale arriva nei confronti di Giuliano Pisapia, ed è sia nel merito che nel metodo. "Via i superticket? Lo chiede Campo progressista. Fossi da solo non lo farei ma per accordo sono pronto a farmi carico di alcune delle richieste degli altri", dice. Quanto ad un possibile passo di lato nel ruolo di candidato premier, poi, spiega: "Lo abbiamo già fatto, nella sostanza. Una cosa è quello che vale per il partito, dove hanno deciso gli elettori delle primarie. Ma nel momento in cui abbiamo accettato la coalizione, ci apriamo alle considerazioni della coalizione".

Porte aperte anche per i centristi di Angelino Alfano: "Da Ap chiedono di rimettere il bonus bebè giustamente, io son più d'accordo nel rimettere il bonus bebè che non nel tenerlo fuori". Scelta la coalizione, "entro dicembre", assicura, il Pd sceglierà i candidati. Saranno teste di serie importanti a giocarsi il dentro o fuori nei collegi: tra loro - elenca - Paolo Gentiloni, Marco Minniti, Dario Franceschini, Andrea Orlando.

Per se stesso Renzi ipotizza una sfida all'ultimo voto con Silvio Berlusconi. "Sarei contento se potesse candidarsi perché vorrei proporgli di candidarsi contro di me, visto che leggo che c'è l'accordo segreto o chissà cosa". "Milano 1, mica Firenze, sarebbe una bella sfida", confida ai cronisti dicendosi dispiaciuto per un probabile no del Cavaliere. Vede invece uno scienziato, un giovane ricercatore una giovane ricercatrice, a contendere il collegio di Luigi Di Maio. "Quando deciderà dove candidarsi lo sfideremo con una persona del sud, con laurea e master, per spiegare che siamo dalla parte della scienza e non dalla parte delle bufale, i no vax, il passato degli apprendisti stregoni".

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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