Venerdì 01 Settembre 2017 - 07:45

Renzi esulta: Un milione di posti di lavoro. Opposizioni contro Jobs Act

Gli occupati tornano sopra i 23 milioni: non succedeva dal 2008. Soddisfatti Gentiloni e Mattarella

Renzi esulta: Un milione di posti di lavoro. Opposizioni contro Jobs Act

In Italia gli occupati tornano sopra i 23 milioni, non succedeva dal 2008, e governo e maggioranza esultano. Il più rapido sui social è il segretario Pd Matteo Renzi: "Dati Istat: +918mila posti lavoro da febbraio 2014 (inizio #millegiorni) a oggi. Il milione di posti di lavoro lo fa il #JobAct, adesso #avanti", scrive su Twitter.  

 

 

"Il JobsAct ha funzionato bene: come sarebbe bello se questo fosse riconosciuto anche da chi ci ha insultato in questi anni - insiste su Facebook - Come sarebbe civile, conclude il segretario dem, "la politica se oggi ci fosse il riconoscimento anche dai nostri avversari". Ora, è la linea, "bisogna intervenire Su giovani, donne e sud, anche con incentivi, io dico già dalla prossima legge di bilancio".

SODDISFATTI MATTARELLA E GENTILONI. Soddisfatti degli ultimi dati sono anche Paolo Gentiloni e Sergio Mattarella. "Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record. Ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da #jobsact e ripresa", cinguetta il premier, mentre il presidente della Repubblica, dalla festa del cinema di Venezia, definisce "confortanti" i dati che arrivano "da tanti versanti".

PADOAN E POLETTI VEDONO LA RIPRESA. "C'è la ripresa, lo dicono tutti i dati", dice il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, commentando i dati diffusi dall'Istat. "Dal Pil, ai servizi, all'occupazione oggi, alla fiducia, si sta consolidando un quadro di ripresa che da ciclica deve diventare strutturale e il governo sta lavorando in questo senso", aggiunge. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti mette le cifre nero su bianco: "Si conferma la tendenza di medio-lungo periodo di crescita dell'occupazione: +294mila occupati nell'ultimo anno, +918mila da febbraio 2014, dei quali 565mila permanenti - aggiunge - Significativo il crollo degli inattivi che diminuiscono di 322mila in un anno, per effetto dell'aumento sia degli occupati sia delle persone in cerca di occupazione. Siamo sulla direzione giusta e che dobbiamo rafforzare l'impegno per promuovere l'occupazione giovanile stabile".

ALFANO RIVENDICA IL RUOLO DI AP. Angelino Alfano rivendica il ruolo avuto da Ap nel sostegno al Jobs act e non solo. "Oggi i dati diffusi dall'Instat sono la ricompensa dell'impegno della maggioranza e del governo. Il milione di posti di lavoro, noi lo abbiamo fatto. Cancellazione della tassa sulla casa, noi lo abbiamo fatto. Abolizione dell'articolo 18, noi lo abbiamo fatto", dice elencando le voci di quello che il ministro degli Esteri ha più volte rivendicato come "il programma del centrodestra".

LE OPPOSIZIONI ALL'ATTACCO. I dati Istat non convincono, però, le opposizioni.  "L'occupazione cresce e ritorna ai livelli del 2008: buona notizia. Peccato sia l'effetto dei contratti a termine, che il famigerato Jobs Act di Renzi e Poletti doveva eliminare", attacca Renato Brunetta."Renzi dice che il merito è del jobs act? Il problema è la qualità di quello che produce il jobs act. La disoccupazione giovanile continua a salire e il precariato è aumentato", è invece la posizione della deputata M5S Laura Castelli. "Ancora una volta dati parziali hanno scatenato commenti eccessivamente ottimistici sulle prospettive dell'economia italiana", sottolinea da Mdp Federico Fornaro. Dura anche la Cgil: "Saremo chiamati gufi - commentano da Corso d'Italia - ma è davvero difficile entusiasmarsi davanti ai dati diffusi quest'oggi da Istat e Inps, e non riusciamo a capire come si possano definire decisive per la crescita riforme come quella del Jobs Act".

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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