Lunedì, Febbraio 1, 2016 - 20:45

Renzi contro Bruxelles: una sfida antica

Vertice dei leader a Bruxelles

La battaglia di Matteo Renzi per conquistare all'Italia un posto al tavolo dei grandi in Europa è più vecchia di quanto non sembri. Il dibattito sul fatto che al nostro Paese convenisse essere la prima delle piccole potenze o l'ultima delle grandi risale agli anni '70 dell'Ottocento, quasi all’unità nazionale. Da allora non sembra essere cambiato molto. E' un Paese del G7, è uno dei principali contributori alle missioni di pace dell'Onu, ma quando si tratta di prendere le decisioni che contano spesso è assente. Renzi vuole cambiare la situazione, vuole che l'Italia conti di più. Il braccio di ferro che nelle ultime settimane ha ingaggiato con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker rientra in questo contesto. Il premier prima ha fatto capire che non avrebbe pagato i 281 milioni di euro che all'Italia tocca mettere sul piatto nell'ambito dell'accordo con la Turchia se questi soldi non fossero stati esclusi dal patto di Stabilità. Cioè non voleva che appesantissero il famoso rapporto deficit/Pil. Finalmente ottenuto questo, oggi ha subito rilanciato: se i soldi per la Turchia non vengono conteggiati, non devono esserlo neanche quelli che l'Italia spende per salvare i migranti in arrivo a Lampedusa. Perciò la Commissione deve accordare l’applicazione della clausola di flessibilità sulla nostra manovra, che vale uno 0,2% del Pil.
L'obiettivo di Renzi non è solo avere più margine nei conti: è quello di abbattere quella che lui chiama "la logica dello zero virgola". Per questo ha alzato la voce con la cancelliera tedesca Angela Merkel al Consiglio europeo di dicembre. E per questo è andato venerdì scorso a Berlino a trovarla. Dovevano chiarire, lui sperava di trovare in lei una sponda, lei invece si è limitata a dire che sui conti decide la Commissione. Cioè Juncker.
D’altra parte, da quando lei è cancelliera, Renzi è il quarto capo del governo italiano. E le sue rivendicazioni di primazia non le sembrano forse troppo distanti da quelle che faceva Berlusconi: "Il nostro mestiere - ha detto il premier oggi dalla Nigeria - è guidare l'Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini". Il New York Times nei giorni scorsi ha riconosciuto che ha più di una ragione. Persino la Sueddeutsche Zeitung ha scritto che "dovrebbe essere preso sul serio". E’ favorito dal fatto che Parigi, Londra e Madrid siano, per motivi diversi, assenti al momento dalla scena. Difficile prevedere l’esito, forse sarà un fuoco di paglia. Ma lui non si volta indietro e già vola in Africa a fare campagna per l'elezione dell'Italia al prossimo Consiglio di sicurezza dell'Onu.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:00

Terrorismo, serve più laicismo e meno cristianesimo

Stamane ho incrociato sulla metropolitana un religioso islamico. Barba lunga, copricapo islamico, la taqiyah (che peraltro non appare molto diversa dalla kippah ebraica o dalla mitra del Papa). Ho avuto un attimo di esitazione a salire, poi mi sono imposto disciplina, per non arrendermi alla paura, e mi sono messo proprio accanto a lui (ammetto, anche con il retropensiero da giornalista che se fosse accaduto qualcosa sarei stato in prima fila).

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Giovedì, Febbraio 11, 2016 - 23:30

La vetta e l'abisso dell'umanità

Un abisso storico, una lacerazione della comunità umana. Questo è quello che è successo oggi. Da un lato l'annuncio della prima rilevazione delle onde gravitazionali di Einstein: la comunità scientifica ha afferrato un nuovo strumento fenomenale, in grado di vedere cose che prima era impossibile vedere, accadute tra due buchi neri a un miliardo e mezzo di anni luce di distanza. Che aprono un nuovo capitolo nella scienza, che promettono di dare nuove risposte alle domande sulle nostre origini e sul nostro futuro.

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Martedì, Febbraio 9, 2016 - 19:45

Grigio antracite: colore di una difficile giornata per la Merkel

Tailleur gessato grigio antracite, una giaccia dall'aria vagamente marziale con una doppia fila di bottoni, e un girocollo di pietre scure. Il viso segnato dalle occhiaie, qualche sorriso a stemperare l'aria preoccupata. Così è apparsa la cancelliera tedesca Angela Merkel oggi nel corso della conferenza stampa al termine del colloquio col premier Matteo Renzi a Berlino. Il pranzo di lavoro, che si è svolto al Bundeskanzleramtsgebäude, residenza ufficiale della cancelliera, è durato quasi due ore, il doppio di quanto preventivato.

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Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 02:00

Renzi e l'Europa, buone idee pessimo tempismo

Non fu lo scudo spaziale del repubblicano Reagan a far scoppiare la terza guerra mondiale. Ci andò vicino invece il democratico e idealista Kennedy con la Baia dei porci. Non è stato l'uomo forte della destra Sarkozy - che pure da ministro dell'Interno definì "feccia" i protagonisti delle rivolte delle banlieues - a proclamare lo stato di emergenza e a lanciare una riforma della Costituzione in senso restrittivo per i diritti, lo ha fatto il socialista Hollande.

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Sabato, Gennaio 30, 2016 - 19:30

Il nuovo muro di Berlino

Riparto da Berlino con la sensazione che l'Europa abbia fatto un altro passo verso il baratro. Sono stato al checkpoint Charlie, dove è rimasto il gabbiotto in legno che ospitava il presidio militare americano a uno dei pochi varchi nel muro che divideva la città. Comparse in divisa americana e russa si prestano a pagamento alle foto con i turisti, come i gladiatori intorno al Colosseo. Una cabina automatica a ridosso del museo poco distante pubblicizza scatti seppiati dall'aria vintage. A terra è segnato il percorso del muro, di cui un pezzo è rimasto in piedi.

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