Domenica 29 Ottobre 2017 - 13:15

Pd, Renzi: "No veti al centro e a sinistra, ma non rinuncio alle nostre idee"

L'intervento del segretario dem alla conferenza a Pietrarsa

Matteo Renzi e Paolo Gentiloni incontrano la stampa nel treno del PD

Alla conferenza programmatica dem, a Pietrarsa, l'ultimo intervento è affidato al segretario Pd Matteo Renzi. Che ha invocato: "Nnon possiamo permetterci liti o baruffe. Abbiamo una responsabilita istituzionale, sapere che il Pd ha un compito enorme, scommettere su un modello che non è polemica tutti i giorni". In mattinata è iniziata la terza giornata della Conferenza programmatica del Partito Democratico, in programma a Napoli. "Voglio dire grazie a Napoli. Lo so qui siamo a Portici, a Pietrarsa, è un luogo storico. Ma ieri Napoli ci ha fatto un regalo all'ora del tramonto e dimostra la bellezza - Renzi mostrando una foto scattata ieri al tramonto sul golfo di Napoli - L'Italia ha un patrimonio straordinariamente suggestivo che ci fa riflettere. Mi viene in mente lo straordinario lavoro fatto a Bagnoli, dove abbiamo messo fine alle polemiche".

Renzi ci ha tenuto a precisare: "Non si possono mettere veti sulle realtà che vengono dal centro. E non possiamo permetterci veti alla nostra sinistra. Se qualcuno pensa che fuori dal Pd si possano combattere battaglie di sinistra... io penso che fuori dal Pd non ci sia la rivoluzione socialista ma Salvini e Di Maio. Se c'è disponibilità, sia a sinistra che al centro, di creare delle strutture e parlare di contenuti noi ci siamo, ma senza rinunciare alle idee del Pd". 

"Noi dobbiamo andare avanti. Ha ragione Paolo il messaggio di dire 'c'è la possiamo fare' ci è servito in questi anni. Non era facile farlo in un momento in cui tutti dicevano 'L'Italia è finita'. Rivendicare i risultati è un nostro dovere. Se questo partito è ripartito non è ripartito per caso. Ah, mi dicono, sei arrogante, non lo devi dire. Chi ha portato l'Italia fuori dalla crisi ha un nome e un cognome: Partito democratico. Non è arroganza ma un dovere", ha continuato il segretario.

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Per Renzi, il Partito democratico è pronto a lavorare con tutti a una coalizione: "Grazie alla tenacia del Pd e alla tenacia di Ettore Rosato ora abbiamo una legge elettorale, prima non c'era. È una legge con cui dobbiamo fare i conti e che impone le coalizioni. Io condivido dalla A alla Z quanto detto ieri da Paolo Gentiloni sul Pd che sia perno di una coalizione larga, inclusiva e plurale. Nessun insulto del passato per me costituisce ragione per mettere i veti. Io veti non ne metto. Non si vive di risentimenti e di rancori".

Su Bankitalia ha aggiunto: "L'unica arma contro il populismo è la politica. E lo dico a partire dalle banche. Non entro nel merito delle polemiche di queste settimane. E' una vicenda chiusa. Le istituzioni hanno scelto e noi rispettiamo la decisione è ieri abbiamo accolto con un abbraccio Paolo Gentiloni". E sui vitalizi: "E' Grillo che insegue Richetti ed è un'immagine non bellissima. Io sono convinto che in Senato la legge verrà votata senza modifiche perché ne va della dignità del Pd. Sono i grillini che votano la legge Richetti".

Poi ha affrontato l'addio di Grasso al gruppo PD in Senato: "Ho vissuto con grande dolore che il presidente del Senato abbia lasciato il Pd e noi non facciamo polemiche con la seconda carica dello Stato, ma non è per noi condivisibile che la fiducia è un atto di violenza. Non possiamo accettare che si dica che un atto parlamentare è un atto di violenza. La fiducia non è un atto di violenza". 

Inevitabile un commento ai fatto di Roma e Torino, città amministrate dai Cinquestelle. "A Roma sono 500 giorni che governa Virginia Raggi, ma la colpa è sempre di quelli di prima. A Torino è sempre di Fassino. Forse è sua la multa che si son fatti togliere". 

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