Martedì 31 Maggio 2016 - 10:45

Allarme Bankitalia: Necessario ridurre il cuneo fiscale

"Il target del debito 2016 è a rischio, fare privatizzazioni" è l'invito di Ignazio Visco nella relazione annuale

Ignazio Visco

Occorre fare di più per la ripresa da cui stiamo uscendo lentamente. Questa l'analisi di Bankitalia nella relazione annuale: pesa ancora l'evoluzione del contesto macroeconomico che rischia di ostacolare il conseguimento della riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil nel 2016; uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017, secondo Bankitalia.

CUNEO FISCALE DA RIDURRE. "Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti, e sono importanti un'ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l'innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi". Così il presidente della Banca d'Italia, Ignazio Visco nella relazione annuale.

CRISI."Usciamo lentamente, con esitazione, da un lungo periodo di crisi, non solo finanziaria ed economica. La ripresa è ancora da consolidare". Così il presidente della Banca d'Italia, Ignazio Visco nella relazione annuale. "Le previsioni di consenso indicano per l'Italia il ritorno a livelli di reddito precedenti la crisi in un tempo non breve - ha aggiunto - sono deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia. Si deve e si può fare di più".

RISCHI GLOBALI. Visco sottolinea come "Nonostante segnali di rafforzamento del primo trimestre di quest'anno, l'economia dell'area euro resta esposta ai rischi provenienti dal contesto globale". "L'Indebolimento del commercio si protrae, permane l'incertezza sulla capacità della Cina e di altri paesi emergenti di evitare un deciso rallentamento delle rispettive economie - ha aggiunto - nell'area euro la domanda interna dovrà consolidarsi ancora per sopperire alla debolezza di quella estera" ha aggiunto il presidente.

Le banche "poste in risoluzione lo scorso mese di novembre rappresentavano complessivamente l'1% delle attività del sistema; le ripercussioni del loro dissesto confermano come, anche nel caso di intermediari di piccola dimensione, la perdita di fiducia da parte del pubblico possa propagarsi velocemente e rischiare di generare effetti sistematici di natura persistente".

INCENTIVI. "Gli incentivi fiscali temporanei in vigore" dalla fine del 2015 "potrebbero nel complesso innalzare l'investimento in capitale produttivo di 2,5 punti percentuali nel biennio 2016-17" ha sottolineato il presidente di Bankitalia.

"BENE INTERVENTI SULLE SOFFERENZE". Visco ha parlato anche delle sofferenze: "I crediti deteriorati sono elevati, la redditività è bassa. Pure è diffusa la determinazione a superare le difficoltà e ritornare a servire con profitto l'economia. Gli interventi sulle sofferenze, in atto e in prospettiva, sono importanti. La nostra valutazione di quanto si è cominciato a fare è positiva. La Banca d'Italia è impegnata con il Governo e gli intermediari - ha aggiunto - a far sì che questi siano, sul piano tecnico e regolamentare, il più possibile efficaci".  "Per le banche di dimensioni minori i problemi derivanti dall'ammontare di esposizioni deteriorate, dalla scarsa diversificazione delle fonti di ricavo e dalla necessità di adeguarsi agli sviluppi della tecnologia potranno essere acuti. In più casi andranno affrontati impostando per tempo operazioni di aggregazione che sfruttino economie di scala e di scopo, la cui entità può essere rilevante" ha precisato Visco. "È necessario procedere speditamente in questa direzione - ha aggiunto - superando vecchie logiche di mero presidio del territorio che hanno sovente contribuito ad acuire, anziché attenuare, le difficoltà dell'economia reale e delle stesse banche".
 

"DA BARRIERE NAZIONALI DANNI INGENTI".  "Non è facile recuperare la fiducia" nell'Unione europea, "la condivisione. Né si possono ignorare i motivi di fondo che animano motivi nelle opinioni pubbliche la protesta, la contestazione delle istituzioni politiche, specie quelle europee" ha precisato Visco. "Benessere e sicurezza sono beni primari - ha aggiunto - il tentativo di garantirli dando alle sfide globali risposte frammentarie, di tenere le minacce fuori dall'uscio di casa tornando a erigere barriere nazionali ha però ben poche probabilità di riuscita, causa danni certi e ingenti".

BREXIT? RISCHIO INSTABILITA'. Il presidente ha parlato anche della Brexit:  "Un eventuale esito negativo del referendum sulla permanenza del Regno unito nell'Unione europea potrebbe creare profonda instabilità" si legge tra le considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che tiene oggi la sua relazione annuale.

 

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