Mercoledì 10 Febbraio 2016 - 17:45

Regeni, inquirenti: Al vaglio le telecamere del quartiere

Proseguono le indagini sulla morte del ricercatore italiano in Egitto

Ricordo di Giulio Regeni ad ambasciata Italia al Cairo

 Non vi sono elementi che possano ricondurre la morte di Giulio Regeni a un tentativo di rapina. E' quanto emerge da due relazioni inviate dal team di investigatori italiani alla procura di Roma, a seguito di altrettante riunioni con gli inquirenti egiziani, durate un paio d'ore ciascuno, avvenute il 6 e il 7 febbraio. Gli inquirenti in Egitto hanno ricostruito i movimenti delle ultime ore di Giulio Regeni e hanno visionato le riprese delle telecamere di videosorveglianza del quartiere e delle stazioni della metropolitana. E' emerso - secondo quanto si apprende - che Giulio non è mai arrivato alla stazione metro dove aveva appuntamento con l'amico Gennaro Gervasio. Sono ancora sotto esame le immagini della stazione metro e del quartiere El Dokki.

Gli inquirenti italiani al lavoro in Egitto continuano ad ascoltare le persone frequentate da Regeni e tendono a escludere che fosse dedito ad attività illecite. Faceva una vita ritirata, dicono i testimoni, frequentando soprattutto i colleghi dell'università.
 

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