Venerdì 09 Settembre 2016 - 15:30

Regeni, procuratore egiziano incontrerà genitori di Giulio

Chiuso l'incontro Italia-Egitto: "Impegno per raggiungere la verità"

Regeni, chiuso incontro Italia-Egitto: Impegno per la verità

Si è concluso a Roma l'incontro tra magistrati italiani ed egiziani che indagano sulla morte di Giulio Regeni. "L'incontro si è concluso con un rinnovato impegno da parte dei due uffici a proseguire nel reciproco scambio di atti e informazioni al fine di pervenire all'obiettivo comune e cioè accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni", si legge in una nota congiunta del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone e del procuratore generale della Repubblica Araba d'Egitto Nabil Ahmed Sadek.

INCONTRO CON I GENITORI. Il procuratore generale della Repubblica Araba d'Egitto Nabil Ahmed Sadek, tornerà a Roma nelle prossime settimane per incontrare i genitori di Giulio Regeni. Il procuratore ripartirà domani per Il Cairo insieme alla delegazione di quattro inquirenti egiziani che ha preso parte all'incontro con i magistrati di piazzale Clodio. Nabil Ahmed Sadek, si legge nella nota seguita al vertice, vuole tornare presto a Roma per incontrare i genitori di Giulio ed esprimere loro "l'impegno e la volontà di giungere alla scoperta e alla punizione dei colpevoli di un così grave delitto".

E oggi il ministro Gentiloni ha telefonato ai genitori di Giulio Regeni, rinnovando loro la sua personale vicinanza e di tutto il governo. Nella telefonata il ministro ha fatto riferimento alle valutazioni della Procura di Roma, definendo utili e proficui i colloqui odierni con il procuratore generale egiziano. Gentiloni ha anche auspicato che questi segnali positivi possano consolidarsi e tradursi nelle prossime settimane in un comune impegno nella ricerca della verità su Giulio.

"I passi di oggi sono stati utili. Condivido la valutazione della procura di Roma di cui abbiamo sempre apprezzato il lavoro in questi mesi e credo sia importante che la Procura abbia definito proficui i colloqui e speriamo che questi segnali positivi proseguano", ha detto Gentiloni arrivando alla Festa dell'Unita di Torino commentando l'incontro tra la Procura di Roma e i magistrati del Cairo sulla morte del ricercatore italiano Giulio Regeni. "Non dobbiamo andare oltre le valutazioni prudenti ma realistiche fatte dalla procura - ha aggiunto Gentiloni - passo dopo passo andiamo avanti. I passi di oggi sono stati utili".

CONTROLLI POLIZIA SU GIULIO. "Il procuratore generale (dell'Egitto ndr) ha riferito di aver accertato che la polizia del Cairo, in data 7 gennaio 2016, ha ricevuto dal capo del sindacato indipendente dei rivenditori ambulanti un esposto su Giulio Regeni, a seguito del quale la Polizia ha eseguito accertamenti sull'attività dello stesso", si legge ancora nella nota. "All'esito delle verifiche, durate tre giorni - continua la nota - non è stata riscontrata alcuna attività di interesse per la sicurezza nazionale e, quindi, sono cessati gli accertamenti".

Riguardo alle indagini relative ai fatti del 24 marzo 2016 e al ritrovamento dei documenti di Giulio Regeni in casa di uno dei parenti del presunto capo di una banda di criminali uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia egiziana, "la procura generale d'Egitto ritiene che allo stato delle indagini vi siano solo deboli indizi di un collegamento tra i cinque componenti la banda poi uccisi e il sequestro e l'uccisione di Regeni". È quanto si legge nella nota congiunta dei magistrati italiani ed egiziani che indagano sulla morte di Giulio Regeni al termine del vertice che si è tenuto ieri è oggi a Roma.

"La procura generale egiziana continuerà le indagini - prosegue il comunicato - per verificare eventuali relazioni tra la banda criminale, di cui fanno parte anche altre persone, e gli autori dell'omicidio. Il procuratore generale ribadisce la volontà di continuare le indagini sino alla scoperta dei colpevoli senza escludere nessuna pista investigativa".

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