Giovedì 17 Marzo 2016 - 20:30

Referendum trivelle, lite nel Pd. Minoranza: Chi deciso astensione?

Per Serracchiani e Guerini è inutile. Da Sinistra italiana a Meloni tutti critici: Posizione vergonosa

Referendum trivelle, lite Pd. Minoranza: chi ha deciso astensione?

E' polemica sul referendum contro le trivelle di domenica 17 aprile, dopo che è emerso l'indiscrizione che il Partito democratico lavori perché il referendum sulle trivellazioni non conquisti il quorum il prossimo 17 aprile. Lo scontro avviene fuori ma soprattutto dentro al partito del premier Matteo Renzi. 

GUERINI E SERRACCHAINI: E' INUTILE. "Questo referendum è inutile. Non riguarda le energie rinnovabili, non blocca le trivelle (che in Italia sono già bloccate entro le 12 miglia, normativa più dura di tutta Europa), non tocca il nostro patrimonio culturale e ambientale". Lo dicono in una dichiarazione congiunta i vicesegretari del Pd, Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani. "Come hanno spiegato i promotori (alcune regioni) si tratta solo di dare un segnale politico. Perché nel merito il quesito riguarda la durata delle concessioni delle trivelle già in essere. Nient'altro", aggiungono. "Ci sono alcune piattaforme che estraggono gas. Ci sono già. Vi lavorano migliaia di italiani. Finché c'è gas, ovviamente è giusto estrarre gas. Sarebbe autolesionista bloccarle dopo avere costruito gli impianti", dicono anocra. "Licenziare migliaia di italiani e rinunciare a un po' di energia disponibile, Made in Italy. Col risultato che dovremmo acquistare energia nei paesi arabi o in Russia, a un prezzo maggiore.

'COSTERA' 300 MILIONI'. Il referendum voluto dalle regioni costerà 300 milioni agli italiani. La legge prevede che non possa essere accorpato ad altre elezioni. Pensiamo che, nello specifico, i soldi per questo referendum potevano andare ad asili nido, a scuole, alla sicurezza, all'ambiente. E di questo parleremo durante la direzione di lunedì, ratificando la decisione presa come vicesegretari. Se il referendum passerà l'Italia dovrà licenziare migliaia di persone e comprare all'estero più gas e più petrolio. Ecco perché la segreteria pensa che questo referendum sia inutile", spiegano. "Chi vuole dare un segnale politico, fa politica: non spende 300 milioni del contribuente. Ma non raccontiamo che è un referendum contro le nuove trivellazioni, non raccontiamo che è un referendum che salva il nostro mare (anche perché a quel punto le aziende non smonteranno le trivelle che resteranno per sempre nel mare, anche se non operative)", concludono. "Non c'è nessuna nuova trivella, ma solo tante bugie. La serietà prima di tutto. Ma lunedì parleremo anche di questo e vedremo chi ha i numeri - a norma di Statuto - per utilizzare il simbolo del Pd".

SPERANZA: CHI HA DECISO. Apprendo da un sito che il Pd avrebbe assunto la posizione dell'astensione al referendum di Aprile sulle trivelle in mare. Spero che ciò non sia vero. È una posizione che non condivido affatto e che non credo possa essere compresa da una parte significativa dei nostri elettori. Al netto di una discussione di merito che sarebbe bello fare anche con chi legittimamente può pensarla diversamente mi chiedo come e dove sarebbe stata assunta questa scelta. La segreteria non si riunisce da mesi. La direzione e l'assemblea non mi risulta abbiano mai discusso di questo referendum.
Si può andare avanti così?". Lo ha detto Roberto Speranza leader della minoranza Pd.
 

D'ATTORRE: VERGOGNA PD. "La posizione espressa riguardo il referendum sulle trivelle dai vicesegretari Pd Guerini e Serracchiani chiarisce definitivamente la concezione della democrazia che si è ormai affermata in quel partito". E' quanto dichiara il deputato di Sinistra Italiana Alfredo D'Attorre. "Sul piano della discussione interna, la direzione è chiamata, testualmente, a "ratificare" la decisione dell'astensione nel referendum, già annunciata dai due vicesegretari d'intesa con il leader maximo", aggiunge D'Attorre.

MELONI: INUTILE E' GOVERNO. "Ai vicesegretari Pd Guerini e Serracchiani che considerano inutile il referendum del 17 aprile sulle trivelle dico due cose. Primo: in Italia di inutile c'è solo il loro Governo servo dei poteri forti e delle lobby che vuole continuare a dare alle multinazionali petrolifere la possibilità di sfruttare il mare italiano senza nessuna scadenza. Secondo: se il Governo guidato dal segretario del Pd non avesse voluto buttare dalla finestra 300 milioni di euro dei contribuenti avrebbe potuto accorpare il referendum alle amministrative. Ma non lo ha fatto, perché Renzi ha paura del voto degli italiani e sta facendo di tutto per non far raggiungere il quorum e fare l'ennesima marchetta ai poteri che lo hanno piazzato a Palazzo Chigi". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

CUPERLO: IO VOTERO'. "Definire inutile un referendum popolare è sbagliato e non porta neppure bene. Io andrò a votare perché penso che una partecipazione larga sia il segnale di un Paese che si occupa del suo territorio". Lo dice il parlamentare del Pd, Gianni Cuperlo. Ma il punto non è solo e tanto il merito - aggiunge - Ho letto la dichiarazione dei due vice-segretari del mio partito e dico loro, per piacere fermatevi. Usare la forza dei numeri per risolvere problemi concreti riflette uno stile autoritario che non fa crescere un partito". "Lorenzo (Guerini, ndr), per amicizia mi rivolgo a te: per piacere, pigia il pedale del freno e fallo subito. Un partito si guida con l'ascolto e la tenacia del confronto. Sono certo che lo pensi anche tu, conclude

EMILIANO: SPERO REFUSO. "Non mi risulta che il Partito Democratico abbia assunto nell'assemblea, che si è svolta pochi giorni fa, alcuna decisione su questo punto così importante e nevralgico per la politica energetica del Paese. Credo che si tratti di un refuso burocratico ma se non fosse così deve essere cambiato lo Statuto del Partito Democratico". Lo ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la presunta astensione del Partito Democratico al Referendum di aprile sulle trivellazioni in mare per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi. "Ci deve essere un meccanismo - ha aggiunto Emiliano - nel quale la linea politica del partito viene stabilita da organismi che io non conosco e questo non può essere. Quindi lo escludo nella maniera più assoluta". Sul Referendum, ha concluso Emiliano, "una posizione del Partito è necessaria ma da quello che mi risulta non è stata ancora adottata. Non vorrei che anche su questo si adottasse la tecnica del 'detto non detto' che ha in qualche maniera inficiato la credibilità del Pd su tutta la vicenda del Referendum".

FRATOIANNI: NESSUN EQUIVOCO. "Mi dispiace dover dare una brutta notizia all'amico Michele Emiliano e anche a tanti esponenti della minoranza del Pd che esprimono stupore in queste ore, ma abbiamo appena finito la riunione della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai che doveva esaminare le richieste d'accesso alle tribune elettorali per il referendum contro le trivelle di domenica  17 aprile. E la brutta notizia è che il Pd ha annunciato la propria posizione di astensione al referendum". Lo afferma Sinistra Italiana con Nicola Fratoianni. "Non si tratta quindi di equivoco o di incidente burocratico - conclude l'esponente di Si - bensì di posizione politica ufficiale".
 

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