Sabato 29 Ottobre 2016 - 19:30

Referendum, Renzi al Pd: Il nostro destino è cambiare il Paese

Partecipazione a sorpresa del leader della minoranza dem Gianni Cuperlo

Referendum, Renzi chiama il Pd in piazza: Il nostro destino è cambiare il Paese

Il Pd scende in piazza, con tanto di hashtag (#sivainpiazza), slogan ('la piazza è del Popolo', che gioca con il luogo della manifestazione) e immagini condivise sui social network. Sarà Matteo Renzi, che questa notte ha fatto un sopralluogo in piazza, a salire sul palco per ultimo e rilanciare il Sì democratico a "un'Italia più forte e a un'Europa più giusta", che abbandoni la via della sola austerithy e ritorni ai valori dei padri fondatori. E se sul fronte internazionale saranno le recenti battaglie ingaggiate contro l'Europa, colpevole di fare 'due pesi e due misure' verso chi non rispetta le regole, e contro il premier ungherese Viktor Orban  sui migranti a tenere banco, sul fronte interno lo scontro sarà su chi vuole cambiare il Paese e chi invece vuole che tutto rimanga com'è.

In piazza i big del partito a favore del referendum, da Boschi a Serracchiani e Guerini. E anche l'esponente della minoranza dem, Gianni Cuperlo, a sorpresa ha deciso di partecipare alla manifestazione, nonostante la diserzione annunciata da giorni dagli altri esponenti del Pd contrari all riforma costituzionale.

"Il nostro destino non è litigare al nostro interno ma cambiare l'Italia", le parole del premier e segretario Pd Matteo Renzi dal palco di piazza del Popolo, "parlo per i nostri figli, i nostri nipoti".

Prima dell'intervento di Renzi si alternano in piazza del Popolo le storie di cittadini comuni: imprenditori, operai, insegnanti, pensionati. E ancora  testimonianze volte a richiamare quanto fatto dal Governo contro il caporalato o con la legge sul 'dopo di noi'. Unici rappresentanti politici a salire sul palco oltre al segretario Pd due sindaci, simbolo "dell'Italia che ce la fa e non lascia indietro nessuno": Beppe Sala e Giusi Nicolini. Il primo cittadino di Milano come testimonianza non solo del modello vincente di Expo, ma anche di un'accoglienza possibile e virtuosa. A ricordare poi a Bruxelles e a Budapest quanto fatto dall'Italia sul fronte immigrazione la sindaca di Lampedusa, che Renzi ha voluto al suo fianco anche nella cena di Stato alla Casa Bianca con Barack Obama. 

Grande assente in piazza la minoranza Pd. Lo strappo è annunciato da giorni e non sono bastati i "passi avanti" messi a verbale nel corso della riunione della commissione di modifica della legge elettorale per far cambiare idea a Bersani e compagni. Se la maggioranza infatti si conferma ottimista sulla possibilità di trovare un'intesa su un documento condiviso - seppur generico - che lasci le mani libere su possibili cambiamenti, in tanti scommettono che questo non basterà a far cambiare idea sul referendum a chi si è già espresso per il 'no'. Rimangono numerose le ipotesi di modifica sul tavolo, anche se fonti parlamentari faticano a "dare per spacciato" un caposaldo dell'Italicum come il ballottaggio tanto caro a Renzi.

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